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Il Consorzio “Fiore sardo” all’Expo

di Giovanni Maria Sedda
Il Consorzio “Fiore sardo” all’Expo

GAVOI. Il consorzio del formaggio pecorino “Fiore sardo” sarà presente nell’Expo di Milano, grazie al patrocinio dell'Unione Comuni Barbagia, che comprende otto paesi del territorio i cui allevatori...

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GAVOI. Il consorzio del formaggio pecorino “Fiore sardo” sarà presente nell’Expo di Milano, grazie al patrocinio dell'Unione Comuni Barbagia, che comprende otto paesi del territorio i cui allevatori producono il pecorino con latte crudo, lavorato con le mani, che ha avuto il riconoscimento del Dop. Il consorzio ha sede a Gavoi e attualmente ha come presidente il pastore di Ollolai Salvatore Bussu. L'Unione Comuni Barbagia, così, avrà i suoi inviati speciali all'Expo di Milano. La prossima settimana, infatti, sbarcheranno all'esposizione internazionale i rappresentanti del Consorzio Fiore sardo, con i loro gioielli caseari. L'iniziativa, finanziata dalla Regione sarda con un contributo economico e logistico importante, grazie all’intervento dell’Unione Comuni Barbagia, appunto, che è tra i promotori e sponsor principali dato che ha provveduto anche ad elargire il proprio contributo economico e ad organizzare il viaggio e la permanenza all’interno delle vetrine di esposizione dei prodotti nella fiera più importante d’Italia. «Si tratta di una tappa di un progetto più ampio – precisa il presidente del Consorzio, Salvatore Bussu – che affronta i mercati con un’attenzione alle sue dinamiche da cui raccoglie indicazioni, trasformandole in risposte alle esigenze dei clienti. Il progetto ha, infatti, il fine di inserire il Consorzio per la tutela del Fiore sardo Dop, all’interno di un progetto denominato GreenMedForum per far conoscere ai consumatori la qualità del prodotto e favorire il processo di internazionalizzazione per aumentare la propria competitività. I paesi coinvolti in cui la proposta progettuale intende collocarsi prioritariamente sono Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Belgio, USA, Cina, Giappone, Brasile, Emirati Arabi Uniti e Qatar. Ad essi – precisa il presidente Bussu – vanno aggiunti alcuni Paesi europei che guardano con crescente interesse all'offerta agro-alimentare di qualità delle regioni italiane come Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Croazia, Austria, Svizzera, Danimarca e Romania». Sarà, quindi, un viaggio importante per il formaggio tipico dei paesi barbaricini perché lo farà conoscere a tutto il mondo.

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