Oliena, il ponte di Frathale è a rischio
La presenza di detriti e la crescita di arbusti ha compromesso il normale deflusso dell’acqua
OLIENA. A quasi due anni dall’alluvione del novembre 2013, l’impatto idrogeologico sul territorio continua a preoccupare notevolmente. Nonostante gli interventi e le infrastrutture realizzate, i cantieri e le opere quasi portate a termine, l’elenco delle emergenze sembra numeroso e infinito. Si attende a brevissimo il taglio del nastro, che inaugurerà il ponte di Norgheri nella versione funzionale e moderna.
Tuttavia, la forza distruttrice dell’acqua potrebbe colpire ancora in alcune zone, dove le sistemazioni non sono decollate, né messe in programma. Per alcuni proprietari terrieri la preoccupazione maggiore viene rappresentata, ancora una volta, dal Cedrino e dai suoi affluenti. Ad esempio, in coincidenza con il piccolo attraversamento di Frathale, l’innalzamento del letto del fiume, la presenza consistente di detriti e la crescita spontanea di arbusti e vegetazione compromettono il normale deflusso dell’acqua, creando una sorta di barriera.
Un problema serio quest’ultimo, già segnalato qualche mese fa, ma che finora non ha trovato una soluzione. Chi, in prossimità di questo corso d’acqua, ha terreni, vive, dunque, costantemente con il timore che un’eventuale esondazione possa inghiottire per sempre i lunghi e pazienti risultati di una vita di lavoro. La zona, infatti, è ricca soprattutto di viti, esemplari più o meno antichi, che richiedono una continua manutenzione e che rischierebbero di finire sepolti sotto gli ammassi di ghiaia e fango. Nel ponticello, situato sulla provinciale 46, che collega Oliena alla costa orientale, la situazione si presenta particolarmente precaria, già dal dicembre 2004, quando le forti precipitazioni causarono il distacco di un pilastro dalla base della struttura e un consistente aumento volumetrico del fondo dell'alveo, senza fortunatamente determinare crolli.
Spontaneamente coloro che si trovano a confinare con il fiume si offrirono di mettere a disposizione mezzi e denaro per pulire il tracciato e abbassare nuovamente il livello, attenuando notevolmente i pericoli.
Della questione venne investito il Genio civile, che richiese, ai fini del rilascio delle autorizzazioni, un elenco infinito di studi tecnici, dal costo piuttosto elevato. Circa diecimila euro.
Assurdità della burocrazia, animata da regole assurde, pseudo-ambientaliste, la quale ritarda e rende complicati gli interventi anche più urgenti.
Impedendo di fatto qualsiasi tipo di realizzazione e rendendosi responsabile di disastri incalcolabili.
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