La Nuova Sardegna

Nuoro

Cucca: «Zone franche, priorità assoluta»

di Luciano Piras
Cucca: «Zone franche, priorità assoluta»

Il senatore del Pd sollecita Regione e sindaci per dare gambe alla perimetrazione delle aree chiesta dal Governo

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NUORO. «Lo dico da sardo e lo dico da nuorese, poiché Nuoro è uno dei 61 comuni potenzialmente beneficiari del provvedimento: bisogna cambiare passo». Il senatore Giuseppe Luigi Cucca va oltre le rassicurazioni del presidente della Regione Francesco Pigliaru. Sulle zone franche della Sardegna è necessario dare subito «luogo a un incontro tra la Regione e i sindaci che detti immediatamente l’agenda e dia operatività, perché ognuno faccia la propria parte» sottolinea il parlamentare del Pd. «Dobbiamo fin da oggi – insiste Cucca – affrettarci ad adire a tutte le azioni necessarie affinché i nostri Comuni e i nostri concittadini possano beneficiare di quella che è stata una battaglia vinta dalla Sardegna».

«La situazione è sotto controllo», aveva replicato qualche giorno fa Pigliaru rispondendo a un gruppo di imprenditori del Nuorese che accusavano la Regione di muoversi in ritardo, mentre su diversi sindaci veniva lanciato l’addebito di scarsa informazione sull’opportunità offerta dal governo nazionale. «Se i ritardi ci sono, non è colpa della Regione» ha chiuso, in sostanza, Pigliaru, impegnato del resto su più fronti a fare pressing per dare gambe all’articolo 13 bis del decreto legge 19 giugno 2015, n° 78 (poi convertito in legge il 6 agosto scorso).

«Un decreto – spiega il senatore nuorese – che attribuisce lo status di zona franca ai 61 Comuni della Sardegna, gli stessi che durante il Ciclone Cleopatra nel novembre 2013 ebbero a contare enormi danni materiali, oltre i ben più gravi, evitabili, lutti». «Lo stesso decreto impone che la perimetrazione delle aree destinate a diventare zona franca sia effettuata entro novanta giorni dalla pubblicazione della legge in Gazzetta ufficiale, ovvero entro i primi giorni di novembre 2015» ricorda Giuseppe Luigi Cucca. «Il problema è che a oggi non siamo in grado di dire quali siano i confini di queste aree, o quali vorremmo comunque indicare al ministero. Tantomeno si è ragionato su quali siano le agevolazioni più opportune per rendere lo strumento efficace». Il senatore del Partito democratico ricorda che «i fatti e le priorità ci obbligano a rivedere l’agenda della giunta regionale e del consiglio, affrettandoci a dar seguito alle opportunità che si è riusciti a costruire. Il rischio di perdere anche questo treno, o di essere beneficiari di un progetto che ci riguarda ma di cui non ci interessiamo, fino a prova contraria, si para di fronte a noi per la seconda volta».

È il treno delle agevolazioni alle imprese localizzate all’interno delle zone franche. Una opportunità unica. «Nella profonda crisi che nonostante i timidi accenni di ripresa stiamo vivendo, non possiamo mandare all’aria lo straordinario strumento di ripresa e competitività che il Governo ci offre – ribadisce ancora il senatore Cucca –. Non sono lontani quei giorni dove in Sardegna si cercavano risorse e soluzioni per rilanciare i territori vessati prima dall’insularità, dalle tasse, poi dalla crisi e infine dal dissesto idrogeologico. C’è chi delle zone franche ha fatto un simbolo di partito, chi ha studiato le soluzioni per attuarle, chi ha detto che non era possibile. Le istanze dei cittadini, dei sindaci, dei territori, le ripetute istanze mie e dei colleghi al Senato e alla Camera dei deputati, mettono a disposizione questo strumento privilegiante, che può rimetterci al passo con tessuti economici più performanti e robusti. Non è il mero calcolo di un anonimo economista – spinge Giuseppe Luigi Cucca –, è soprattutto la risposta concreta che possiamo offrire a una convivenza civile che si sgretola, con un’impennata preoccupante delle statistiche su povertà, disagio sociale, criminalità e microcriminalità. È un freno concreto ai sempre più pieni vagoni di emigrati». Da qui l’appello ai sardi (Regione e sindaci) affinché nessuno abbia poi a ridire «non c’è stato il tempo, la norma non era chiara».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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