Sanità, tutti in piazza contro la riforma
Il segretario provinciale della Cisl chiama a raccolta “i cugini della Cgil e Uil”: «Non permettiamo a nessuno di scipparci»
NUORO. «Mobilitiamoci, scendiamo in piazza. Tutti insieme contro il nuovo piano sanitario della Regione». Michele Fele, segretario provinciale della Cisl, arriva a questa conclusione dopo aver messo a confronto le diverse posizioni sul futuro degli ospedali sardi. Tutte, o quasi, fortemente preoccupate dalla grande avanzata del Mater di Olbia e dalla retrocessione delle zone interne e delle piccole realtà di periferia. «Poiché non c’è più molto tempo a disposizione, l’invito che la Cisl fa a Cgil e Uil è: mobilitiamoci!», ripete Fele. Già nella conferenza organizzativa provinciale del 23 settembre scorso, ma anche in precedenza, la Confederazione italiana sindacato lavoratori aveva espresso le sue riserve sulla proposta di riorganizzazione della sanità regionale, «una proposta che penalizza il nostro territorio» sentenzia senza mezzi termini il segretario Michele Fele.
Che subito aggiunge: «Le rassicurazioni dell’assessore regionale Luigi Arru non rassicurano». «La caramellina del Breast-Unit – incalza il numero uno della Cisl provinciale – è un qualcosa che spetta a Nuoro e anche ad altri territori con un certo numero di abitanti, ma non c’è nessuna certezza che arrivi. Sembra un modo – le parole sono ancora di Michele Fele per rabbonire il Nuorese, per tenerlo calmo da eventuali mobilitazioni».
Un fronte aperto a chiare lettere anche dalla Cgil nuorese, per voce dei segretari provinciale Salvatore Pinna e di categoria Funzione pubblica Sandro Fronteddu. Particolarmente critici e allarmati sul ruolo di Nuoro nel futuro immediato della sanità in Sardegna. Da qui l’appello a scendere in piazza. «Il Nuorese deve mobilitarsi perché non può accettare una retrocessione del sistema sanitario locale – insiste Fele –. Il Terzo polo sanitario sardo deve essere una realtà».
«Non dobbiamo permettere a nessuno – alza la voce il segretario provinciale della Cisl nuorese – di scipparci in questa maniera ingannevole con vacue promesse di mantenimento dello status-quo che per quanto riguarda la Cisl passa la strutturazione della terza Ub regionale. Se così non fosse, la sanità nuorese verrà pericolosamente retrocessa ad una posizione irrecuperabile».
Il baratro è a due passi, insomma, anche se i margini per una retromarcia ci sono ancora. Tant’è che Fele «chiede all’assessore della Sanità, per altro medico specialista del nostro territorio, di rivedere le posizioni. Altrimenti sarà mobilitazione!» taglia corto. «Anche perché risulta a molti incomprensibile la spendita di denaro pubblico per realizzare un polo di eccellenza e nel traguardo finale fermarsi prima del punto di arrivo». «Ecco perché, dopo aver valutato con soddisfazione le prese di posizione da parte dei cugini della Cgil dico che è arrivata l’ora di mobilitarsi. L’azienda più importante del nostro territorio, la Asl appunto, va salvata prima che sia troppo tardi» chiude il segretario della Cisl.
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