La Nuova Sardegna

Nuoro

Siniscola, l’opposizione replica al sindaco

di Sergio Secci

SINISCOLA. «Noi chiediamo conto agli esponenti della maggioranza delle scelte politiche fatte dentro il Comune, non di quelle in casa loro». Arriva a stretto giro di posta la nota di Zente Nova sulla...

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SINISCOLA. «Noi chiediamo conto agli esponenti della maggioranza delle scelte politiche fatte dentro il Comune, non di quelle in casa loro». Arriva a stretto giro di posta la nota di Zente Nova sulla polemica legata al mancato svolgimento del consiglio comunale. «Non corrisponde al vero che la Giunta abbia risposto ai nostri quesiti, che ricordiamo, non sono un processo da tribunale ma legittime interrogazioni politiche». Poi Antonio Satta esponente in consiglio del movimento entra nello specifico: «Sul campeggio le Ginestre vogliamo capire il perché di un affidamento legale da 33mila euro per ricominciare una causa che durerebbe anni, quando in realtà tutto si è concluso con un atto di transazione sottoscritto dalle parti. Si deve far valere quell’atto non tornare alla casella di partenza. Sulla lottizzazione di Sa Petra Ruia – inoltre – l’opposizione vuole discutere la mancata attuazione della convenzione del 2008 – dice Satta – sapere che fine hanno fatto i soldi versati dai lottisti (quasi 1 milione di euro) per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria del primo lotto funzionale». Poi il discorso si sposta sulla rivisitazione della macrostruttura comunale «chiediamo di discuterne le modalità, in quanto è singolare che si usi uno strumento come quello per creare un settore anomalo scorporando i tributi dal settore finanziario per associarlo con cultura, sport, spettacolo. A Siniscola l’unica riorganizzazione ha riguardato una sola dipendente. Di questo, vogliamo discutere». Sui lavori di Santa Lucia, per Zente Nova, la giunta non ha fornito la determinazione assessoriale con la quale la Ras stanzia il restante milione e mezzo da trasferire al Comune. «Senza quell’atto non si può spostare un centesimo» dice il gruppo che sulla mensa chiede di discutere eventuali inadempienze: « Chiediamo perché una proroga di due anni da 640mila euro quando, alla scadenza del vecchio appalto, nel luglio 2014, bisognava fare un nuovo bando, soprattutto, alla luce del mancato rispetto del capitolato e di tutte le conseguenze che hanno portato la Procura e Corte dei conti a sequestrare i fascicoli». Sul consiglio saltato infine Antonio Satta è categorico «ai sensi del regolamento comunale, il sindaco è obbligato a convocare i punti proposti da un terzo dei consiglieri, dopo la prima seduta del 15 ottobre e adesso, deve convocarlo in seconda seduta».

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