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tribunale

Duplice delitto di Irgoli, parla il padre dell’uccisa

di Kety Sanna
Duplice delitto di Irgoli, parla il padre dell’uccisa

L’omicidio di Mario Mulas e Sara Cherchi, in aula il padre della ragazza parla delle confidenze ricevute da Manuel Casula

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INVIATA A CAGLIARI. Dopo il conferimento dell’incarico ai periti trascrittori da parte del presidente della Corte d’Assise d’Appello di Cagliari, Maria Grazia Corradini (a latere Lavena), è entrato nel vivo il processo “bis” a carico di Andrea Dessena, il giovane di Orosei accusato del duplice omicidio dei fidanzati Mario Mulas e Sara Cherchi, avvenuto la sera del 3 settembre 2008. Quella di ieri è stata un’udienza importante e dolorosa, con la deposizione del luogotenente dell’Arma dei carabinieri, Giuseppe Leoni, ma soprattutto con la testimonianza del padre della giovane uccisa.

Emilio Cherchi, brigadiere in pensione, non è riuscito a vincere l’emozione davanti alla corte mentre raccontava della sera della tragedia: «Avevo visto Sara qualche ora prima che venisse ammazzata. Alle 21,30 ci avevano avvisati di quanto era successo». L’uomo ha risposto alle domande del procuratore generale Gian Carlo Moi, dell’avvocato di parte civile Gianluigi Mastio e della difesa, l’avvocato Antonino Rossi e ha ripercorso i momenti successivi al delitto, quando ha iniziato ad indagare sulla morte della figlia dopo che, più di una persona, gli aveva dato le dritte per arrivare al presunto colpevole.

Qualche non ricordo legato agli aspetti temporali sfumati ormai con gli anni trascorsi, ma per il resto la deposizione di Emilio Cherchi è stata precisa e dettagliata. Soprattutto sulle confidenze che Manuel Casula gli fece qualche giorno dopo l’omicidio. «La prima persona che si presentò a casa mia fu Salvatore Piredda, che fece subito il nome di Andrea Dessena dicendomi anche che, la sera prima del delitto, aveva avuto una furiosa litigata con Mario. Invece – ha aggiunto Emilio Cherchi – qualche giorno dopo i funerali, un amico di Sara, Yosef Masala mi disse che un suo collega, Manuel Casula, voleva parlarmi. Il primo incontro avvenne nella strada che da Irgoli porta Capo Comino. Il ragazzo – ha continuato l’uomo – esordì dicendomi che l’omicidio di Mario e Sara era opera di Andrea Dessena. Gli chiesi se ne era convinto e soprattutto il motivo; lui mi rispose che l’imputato gli aveva detto di voler far pagare a Mario Mulas lo sgarro del furto e dell’incendio della sua auto. Inoltre il giorno dopo l’omicidio gliel’aveva fatto capire chiaramente quando, vedendolo in piazza, Dessena gli disse: “Non mi devi chiedere nulla?”. Mi raccontò inoltre – ha proseguito – di essersi infuriato con l’amico per aver coinvolto Sara, perchè non l’avrebbe dovuta toccare. Manule Casula mi disse anche di esser stato lui ad accompagnare Dessena a Onifai il pomeriggio del 3 settembre e di averlo lasciato nel circolo di Stazio». Gli incontri tra Casula ed Emilio Cherchi si erano susseguiti nel tempo. Il padre della ragazza uccisa aveva contattato i colleghi del Comando provinciale di Nuoro, in particolare il luogotenente Leoni che gli aveva detto di registrare il suo confidente senza che se ne accorgesse.

«Durante un altro appuntamento – ha detto ancora Cherchi – il giovane mi confidò di aver custodito un fucile di Dessena (probabile arma del delitto). Sempre secondo Casula sarebbe dovuto servire per compiere un altro omicidio. Io – ha aggiunto il padre di Sara – gli chiesi se poteva farmi ritrovare l’arma, ma lui riuscì a darmi solo due cartucce che pare aveva estratto dal serbatoio».

Più articolata la deposizione dell’ufficiale di pg, Leoni, chiamato ad effettuare un approfondimento investigativo e delineare le causali del duplice delitto con eventuali collegamenti con la criminalità ogliastrina e l’omicidio di un altro giovane di Irgoli, Pierpaolo Serra, ucciso a fucilate davanti alla fidanza. «Non credo che chi deve compiere un delitto consulti il calendario – ha detto il militare – magari aspetta il momento propizio per porlo in essere. Tante coincidenze spazio temporali non hanno però portato a trovare collegamenti tra questo e altri delitti. Esclusa subito la pista passionale, perchè nonostante i due fidanzati abbiano avuto rapporti con altre persone, si erano definiti senza problemi. Sara era una bravissima ragazza e ha pagato con la morte il fatto di essere la fidanzata di Mario Mulas e la sorella di Renzo Cherchi da subito sospettato da Dessena, di essere tra gli autori del furto e dell’incendio della sua Golf». Per il luogotenente Leoni la fidanzata di Pierpaolo Serra era stata volutamente risparmiata dai killer.

«Lei era in macchina, esattamente come Sara, ma l’assassino di Serra ha sparato e colpito solo lui. Il mese prima, invece, i due killer appostati nella parte alta della via hanno atteso che anche la ragazza scendesse dall’auto per poi fare fuoco».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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