Ottana Polimeri, caso in Regione
Il rinnovo della cassa integrazione per gli 88 operai sarà al vaglio dell’assessorato al Lavoro
OTTANA. Si terrà la settimana prossima, probabilmente martedì o giovedì, l’incontro al tavolo dell’assessorato regionale al Lavoro per definire i contenuti dell’accordo tra azienda e parti sociali finalizzato alla richiesta di rinnovo della cassa integrazione per gli 88 lavoratori di Ottana Polimeri. Il provvedimento, firmato lo scorso anno in seguito alla chiusura dello stabilimento per crisi aziendale, scadrà il 9 novembre 2015.
La proroga della cassa integrazione si rende necessaria per mettere in sicurezza i lavoratori in attesa che prenda corpo il piano industriale proposto dall’azienda del gruppo Clivati-Indorama che prevede la ripresa produttiva del Pet (plastica per bottiglie) in sinergia con la riapertura dell’impianto Versalis di Sarroch che a Ottana forniva la materia prima. Una volta raggiunto l’accordo al tavolo regionale, la richiesta di rinnovo della cig sarà trasmessa al ministero del Lavoro al quale spetta la parola definitiva. Stavolta, però, la richiesta sarà inoltrata per un periodo di 24 mesi, motivandola con la necessità di portare avanti un piano di riconversione aziendale che consenta di realizzare quel processo di ristrutturazione e riorganizzazione degli impianti necessario per la ripresa produttiva. Quello stesso piano che avrebbe potuto essere realizzato entro i primi 12 mesi di cassa integrazione se i tavoli della politica regionale avessero marciato con maggiore celerità e più autorevolezza. Per dare gambe al piano industriale proposto da Ottana Polimeri, e condiviso anche dai sindacati, manca, infatti, un tassello indispensabile che la Regione si era impegnata a incastonare al più presto nel programma di rilancio industriale: ottenere il sì dell’Eni a cedere gli impianti Versalis a Ottana Polimeri o almeno averne la disponibilità a sedersi a un tavolo di confronto.
Il tutto per dare il via alla filiera chimica sull’asse Sarroch-Ottana. La Regione, però, non solo non è riuscita ad ottenere l’ok dell’Eni alla riapertura diretta o indiretta degli impianti, ma neppure a coinvolgere l’ente nazionale in un confronto allargato a tutti i soggetti in campo. Da qui la richiesta, sollecitata da più parti, di aprire un tavolo a livello ministeriale allargato a Regione, Eni, azienda e parti sociali. Un passaggio, questo, indispensabile anche per dare forza al piano industriale di Ottana Polimeri in vista del rinnovo dalla cassa integrazione. La proroga per due anni del provvedimento è, infatti, legata alla credibilità del piano di riconversione aziendale che prevede un investimento di 50milioni di euro. Che, però, senza il riavvio in un ottica di filiera in connessione con gli impianti di Sarroch, rischiano di rimanere sulla carta. Vanificando così, forse definitivamente, la ripresa produttiva di Ottana.
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