Archeo-lezioni, si parte nonostante i fondi
Al via l’edizione numero 16. Tina Santoni: «Finora zero sponsor, ma confidiamo nelle iscrizioni»
NUORO. Tre lustri dopo l’avvio della prima edizione, far decollare quella numero 16, come capita ormai da un paio di anni a questa parte, non è uno scherzo. La fondazione Banco di Sardegna li ha esclusi, infatti, dal novero delle associazioni potenzialmente beneficiarie di fondi, qualche altra promessa di finanziamenti è sfumata con il passare dei giorni, altre, invece, non si sono mai concretizzate sin dagli albori. Eppure, nonostante tante difficoltà economiche, l’ArcheoArci nuorese e il suo presidente, Tina Santoni, anche quest’anno hanno deciso che no, non hanno proprio alcuna intenzione di arrendersi. Così, dopo aver messo mano ai loro portafogli, ed essersi quotati per far decollare almeno il programma base e le spese inderogabili, anche quest’anno, le celebri “Lezioni di archeologia” si faranno eccome. «La speranza – spiega la presidente – è che vi sia un numero di partecipanti adeguato, che ci consenta di recuperare almeno le spese. Anche perché abbiamo qualche difficoltà per la stampa del calendario fotografico 2016».
Si parte, dunque, nonostante tutto. Le lezioni, quest’anno, saranno focalizzate soprattutto sugli scavi archeologi fatti in diverse zone della Sardegna. A raccontarli, attraverso lezioni teoriche ma anche visite guidate, saranno diversi archeologi ed esperti dell’isola.
Le lezioni cominceranno il 3 novembre e andranno avanti, con cadenza settimanale, sino al 29 dello stesso mese. In totale saranno dodici appuntamenti: otto lezioni nell’auditorium della biblioteca Satta di Nuoro, e quattro visite guidate ai siti archeologici.
«Il circuito di storia archeologica per il 2015 – spiega ancora la presidente Tina Santoni – abbraccia le vicende della complessità e della ricostruzione dei periodi di Sardegna, dalla “Età del Rame” , e Neolitico e cultura di Monte Claro, sino alle architetture e all'intreccio di storie dei castelli medioevali. Sarà Alberto Moravetti, direttore del dipartimento di storia dell’università di Sassari, a introdurre i partecipanti al corso nelle suggestioni e nei misteri del complesso megalitico di Monte Baranta. nel comune di Olmedo. È tra i più imponenti del Mediterraneo e comprende strutture difensive, una muraglia, un'area di capanne ad uso abitativo e ed il circolo megalitico con Menhirs con funzioni evidenti di tipo cultuale. A caratterizzare il tema del corso sarà lo studio del Medioevo».
Tra gli scavi e gli studi che verranno illustrati durante il corso ci saranno anche la chiesa e dal retablo maggiore di Ardara, il restauro del mastio del Castello Acquafredda di Siliqua i luoghi di culto di San Simplicio, a Olbia. Tutte le lezioni si svolgeranno alle 19.30 nella biblioteca Satta. Chi vuole iscriversi si deve presentare alla sede dell’Archeo Arci, in piazza Vittorio Emanuele 25, da oggi sino a venerdì 30 dalle 17 alle 19.30. Per informazioni si può telefonare al numero 320/017851 o collegarsi a www.archeoarcinuoro.it.
«La nostra proposta di cultura archeologica – aggiunge in conclusione la presidente – è rivolta e coinvolge annualmente la città e i paesi della Sardegna interna. La sollecitano e vi partecipano non solo gli operatori dei siti archeologici, ma anche i cittadini. Talvolta ci pare che l’auditorium della biblioteca Satta che pure ci ospita nonostante le note difficoltà economiche, sia insufficiente. Il nostro rimane un contributo all'autunno culturale nuorese, reso possibile dall’associazione e dalla generosità dei docenti».
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