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Nuoro

Alimentare, la sfida di “100% Sardegna”

di Gianna Zazzara
Alimentare, la sfida di “100% Sardegna”

Otto aziende associate per conquistare i mercati esteri con i salumi, i formaggi, i pani e i dolci del Nuorese e dell’Ogliastra

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NUORO. «La Sardegna ha l’ambizione di nutrire il mondo». Così ieri il presidente di Confindustria Roberto Bornioli ha presentato il progetto «100% Sardegna», ideato dalle imprese della rete GustoSardegna per promuovere l’agroalimentare di qualità nei mercati internazionali. «Della rete fanno parte otto aziende del Nuorese e dell’Ogliastra che sono dei veri e propri guerrieri dell’economia viste le difficoltà di fare impresa in Sardegna».

Obiettivo della rete GustoSardegna è fare il salto di qualità conquistando i mercati esteri con i malloreddus, il pane carasau, i prosciutti e i salumi sardi, i dolci e i vini.

Il progetto «100%Sardegna» ha fatto il suo esordio all’Expo ed è stato un successo. I prodotti della rete Gusto Sardegna sono stati i protagonisti della cena esclusiva firmata dallo chef stellato Roberto Petza: antipasti di prosciutto del Gennargentu, brodo di pecora e ravioli di pecorino, capocollo di maiale, sebadas nuoresi e pasticceria di Dorgali.

«È stata una sorpresa anche per noi – hanno detto in coro gli imprenditori – C’è molta voglia di Sardegna nel mondo».

E proprio per far conoscere i prodotti dell’isola, una delle aree del pianeta a più alta longevità, otto aziende coraggiose si sono messe insieme, con il sostegno dell’assessorato regionale all’Industria e della Confindustria nuorese.

«Grazie a questo accordo di rete la dimensione delle imprese sarde non è più un limite. Con la collaborazione tra gli imprenditori sarà più facile conquistare i mercati esteri», ha detto Davide Ferreli, nella doppia veste di sindaco di Lanusei e di imprenditore titolare della Sardapan, azienda che produce pane carasu.

«L’Expo è stata una vetrina incredibile per i nostri prodotti – gli ha fatto eco Massimiliano Meloni di Fattorie Gennargentu – Ci siamo resi conti che la Sardegna è un marchio d’eccellenza, simbolo di longevità ed eccellente stile di vita. Il mondo cerca alimenti sani, ricette millenarie come solo la Sardegna può offrire». Purtroppo, denunciano i piccoli imprenditori, nonostante gli sforzi delle imprese, non c’è alcun sostegno da parte delle amministrazioni. «La Regione e le singole amministrazioni dovrebbero investire sui prodotti locali e sulla tutela dei marchi Igp perché solo così potremo garantire la qualità dei nostri prodotti». E avere una marcia in più per conquistare i mercati esteri. «Noi come piccole imprese ce la stiamo mettendo tutta. Ora tocca alla Regione venirci incontro. La certificazione dei prodotti è il fattore di successo nelle esportazioni, garanzia di produzioni di eccellenza». Le otto aziende di Gusto Sardegna fatturano, in totale, 4 milioni di euro con 140 dipendenti. «E si potrebbe fare molto di più – ha ribadito Mario Masini del biscottificio Tipico – Se tutte le imprese del Nuorese si metteresso in rete con l’obiettivo di esportare all’estero i prodotti agroalimentari il successo sarebbe assicurato».

Quello agroalimentare è infatti uno dei settori che traina l’economia isolana. Come dimostrano i dati. «Negli ultimi quattro anni le esportazioni dell’industria alimentare sarda sono passate dai 124 milioni del 2011 ai 172 milioni del 2014 – ha detto Roberto Bornioli presentando i dati sull’export dell’agroalimentare – La tendenza è confermata anche a libvello provinciale: nel 2014 l’agroindustria nuorese ha esportato prodotti per 29 milioni di euro con un balzo in avanti di quasi il 30 per cento rispetto al 2011». Il paese che più adora i prodotti tipici del Nuorese? Gli Stati Uniti.

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