Zona franca, anche Siniscola indica il porto della Caletta
La giunta Celentano segue la scelta del Comune di Posada «Ma i fondi a disposizione sono estremamente limitati»
SINISCOLA. Dopo il comune di Posada anche Siniscola sceglie il porto di la Caletta per l’eventuale istituzione della zona franca. L'amministrazione comunale presieduta dal sindaco Celentano ha infatti deliberato per l'istituzione nel territorio di una zona No-Tax che oltre allo scalo marittimo, comprende anche la zona industriale di Murtas Artas. Dopo le sollecitazioni nei confronti dei comuni ad adempiere ai dettami della numero 78/2015 che attribuisce ai comuni sardi che subirono gravi danni durante l'alluvione Cleopatra del 2013 lo status di zona franca, si è provveduto alla scelta delle aree. «La proposta è per l'area portuale e la zona industriale di Siniscola, aree già individuate nel passato, secondo un'ipotesi di collegamento dei nostri siti con quelli della zona industriale di Olbia, ai sensi della legge istitutiva delle zone franche urbane. Sono provvedimenti fondamentali per il rilancio del'economia – spiega il sindaco Celentano – tant'è che entrambe le nostre località sono inserite nel piano di rilancio del nuorese, perché trattasi di infrastrutture strategiche che interessano l'intera Provincia di Nuoro».
Qualche perplessità il sindaco di Siniscola come aveva evidenziato anche il primo cittadino di Posada Roberto Tola, la esprime sull’esiguità delle somme. «Certamente i cinque milioni di euro che andranno ripartiti nei 61 Comuni non sono certo sufficienti a soddisfare le esigenze di tutti – dice –. Ma comunque il riconoscimento di Zona franca è un titolo importante per l'economia del paese. Le agevolazioni tributarie offerte dalla legge sarebbero una grande boccata di ossigeno per le imprese del territorio che potrebbero procedere ad investire in settori innovativi per creare occupazione». Si tratta comunque di un primo passo perché la Legge, stabilisce che la perimetrazione dei territori e le agevolazioni corrispondenti si formalizzino successivamente in un decreto congiunto del ministero per lo sviluppo economico e del comitato interministeriale per la programmazione economica, dopo un audizione che si svolgerà in Regione.
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