Oliena lancia l’operazione di recupero dei mandorli
Il progetto è emerso nel convegno promosso da Comune, Laore e università E si punta sempre più sull’utilizzo del frutto per l’industria dolciaria
OLIENA. Una grandissima partecipazione di presenti si è registrata in occasione della manifestazione intitolata alle mandorle, finalizzata allo sviluppo del comparto e promossa dal comune di Oliena, dall’Agenzia Laore, dall’università di Sassari e dall’Istituto di scienze delle produzioni alimentari. Una sala consiliare gremita ha accolto i relatori, che hanno offerto al pubblico una interessante digressione sugli argomenti, oggetto della kermesse. A cominciare dal recupero degli esemplari insistenti sul territorio, che andranno interessati da azioni di pulitura e manutenzione, passando, poi, per interventi di implementazione del patrimonio già esistente. L’analisi del mercato dimostra, d’altra parte, come la richiesta del prodotto sia notevole e si debba ricorrere, pertanto, alle importazioni dalla penisola e dall’estero.
Una considerazione, che incoraggia la neonata società “Hivu”, fondata da Giorgio Carente e da Marco Massaiu, promotori di una rinnovata attenzione nei confronti della mandorla e dei suoi molteplici utilizzi. Non ultima l’industria dolciaria e le piccole realtà artigianali di nicchia, che rappresentano una fetta rilevantissima rispetto all’intera domanda. Investire nelle potenzialità e nello sviluppo di un ambito agricolo nelle premesse remunerativo e redditizio è, dunque, la scommessa, che i due soci di Oliena hanno voluto giocare, scegliendo di puntare ad una realtà, che può rappresentare davvero la svolta per molte aziende agricole. Non abbandonare le campagne, salvare l’esistente ed incrementarlo sono le frasi simbolo di una strategia, promossa dal convegno di qualche giorno fa. «Il lavoro nelle campagne ha fatto grandi le nostre comunità – ha esordito l’assessore all’agricoltura Valentino Carta – molte famiglie del nostro paese hanno potuto istruire i propri figli, grazie ai proventi della terra, al lavoro e al sacrificio, ai frutti di piccoli e grandi appezzamenti».
«Oggi – prosegue l’amministratore – assistiamo ad un progressivo ritorno, ad un rinnovato interesse nei confronti dell’agricoltura. Molti giovani, anche dopo l’università e il conseguimento della laurea, decidono di dedicarsi al lavoro della terra, ottenendo grandi soddisfazioni».
«L’esecutivo – conclude l’esponente democratico – si è posto come obiettivo ambizioso quello di incoraggiare e promuovere iniziative e progetti, fondate sulla salvaguardia delle nostre produzioni, sulle specialità autoctone e sulla cosiddetta filiera corta». Filiera corta, incoraggiata e sostenuta nel corso degli anni da Anna Gardu, maestra dolciaria di fama nazionale.
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