La Nuova Sardegna

Nuoro

«Un colpo di pistola solo per spaventare»

di Luisa Satta
«Un colpo di pistola solo per spaventare»

La difesa dell’allevatore accusato di aver sparato contro l’auto del geometra-impresario Lino Mastinu, rimasto illeso

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ORUNE. Comparirà domani mattina davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia, Francesco Digogliu, l’allevatore 48enne di Orune arrestato venerdì con l’accusa di tentato omicidio nei confronti di un compaesano, Lino Mastinu, geometra e impresario edile di 57 anni, rimasto illeso. L’uomo, stando alle indagini svolte dai carabinieri della Compagnia di Bitti e del Reparto operativo del Comando provinciale di Nuoro, si trovava all’esterno del bar Deiana, in corso Repubblica, quando ha visto passare il suo “rivale” a bordo dell’auto. In preda all’ira gli avrebbe puntato contro l’arma, una pistola Beretta calibro 7,65 e avrebbe esploso un colpo che ha raggiunto la carrozzeria della vettura. Mastinu, accortosi di quanto era accaduto, ancora spaventato si era precipitato in caserma per sporgere denuncia. La stazione dell’Arma si trova a pochi metri dal luogo dell’attentato. Nel frattempo lo sparatore aveva fatto perdere le tracce.

Le indagini svolte nelle ore successive dai militari, avrebbero portato ad individuare il movente: il fatto sarebbe legato ai sospetti su un furto di maiali avvenuto l’estate scorsa nelle campagne del paese, proprio ai danni dell’allevatore arrestato. In base alla ricostruzione degli inquirenti, infatti, Francesco Digogliu si sarebbe convinto della responsabilità di Lino Mastino che, quindi, doveva pagare per il danno arrecatogli.

Invece, secondo l’avvocato Federici, il suo assistito non avrebbe agito per uccidere ma solo per paura. Digogliu, sempre stando alle dichiarazioni del suo legale, la mattina dell’attentato avrebbe subito un’aggressione fisica che avrebbe quindi portato all’esasperata reazione. Ad avvalorare questa tesi ci sarebbe anche il fatto che dal caricatore dell’arma sequestrata all’allevatore mancava solo un colpo, nonostante contenesse sette cartucce. L’indagato, raggiunto nel pomeriggio di venerdì da un provvedimento di fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Nuoro, ha consegnato ai carabinieri, una pistola con matricola abrasa, che ora verrà sottoposta ad accertamenti tecnici del Reparto investigazioni scientifiche di Cagliari che stabiliranno se si tratti dell’arma usata contro Lino Mastino. Gli inquirenti, nel corso del sopralluogo, avevano anche trovato un bossolo proprio nel punto in cui, presumibilmente, si trovava lo sparatore. Domani, in compagnia del suo avvocato, Francesco Digogliu, che da venerdì è rinchiuso nel carcere di Badu ’e Carros, qualora decidesse di affrontare l’interrogatorio, fornirà la sua versione dei fatti al giudice che dovrà poi decidere se convalidare o meno il provvedimento restrittivo nei suoi confronti.

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