Sindaci pronti alla marcia, così il Nuorese si ribella
Nuovo incontro dei primi cittadini per rivendicare il ruolo delle zone interne «Dobbiamo far sentire la nostra voce, altrimenti rischiamo di essere fagocitati»
NUORO. Il Nuorese prova a reagire, alza la voce, e marcia a passo lento lungo la strada di mezzo tra Cagliari e Sassari, alla ricerca disperata di un ruolo nell’isola del futuro. «Non siamo una riserva indiana» dice a chiare lettere Michele Fele, segretario provinciale della Cisl, lui che stronca la riforma degli enti locali targata Erriu e invita il popolo della Barbagia a reagire per non lasciarsi fagocitare né dal Capo di sopra né dal Capo di sotto. «Una polemica e un duopolio che marginalizza ancora una volta il Nuorese e tiene in scarsissima, se non nulla, considerazione le zone interne e le aree rurali di cui di fatto, storicamente e culturalmente, Nuoro è città capofila e rappresentante istituzionalmente riconosciuta» sottolinea il consigliere regionale dei Rossomori Emilio Usula. «È fuorviante – aggiunge – lo scontro finalizzato al riconoscimento di prerogative e privilegi da dividere tra Cagliari e Sassari e in cui con la stessa visione egoistica cerca di inserirsi anche Olbia».
«Questa riforma, così come disegnata – attacca il sindaco di Siniscola, il socialista Rocco Celentano – concentra tutto su Cagliari e marginalizza ancor di più le zone più svantaggiate come quelle della provincia di Nuoro. I sindaci dei Comuni della provincia di Nuoro – propone – devono far sentire di più la loro voce per chiedere un riequilibrio complessivo fra i territori dell’isola. Nuoro deve trovare l’unità istituzionale dei sindaci per rivendicare alla pari di Cagliari, di Sassari e la Gallura, un ruolo centrale nell’ambito della riforma. Diversamente – è la previsione di Celentano – si assisterà inermi all’agonia economica del territorio. In questa fase, è il caso che la Provincia di Nuoro, promuova un’assemblea dei sindaci e degli operatori economici, per svolgere un dibattito che metta al centro l’importanza e il ruolo del territorio di Nuoro».
Incontro convocato ieri sera per domani pomeriggio, alle ore 17, nella sala consiliare del Comune di Nuoro. I sindaci della ex provincia di Nuoro sono chiamati a confronto diretto sulla riforma delle autonomie locali in discussione nel parlamento dei sardi.
È il secondo appuntamento sul tema, in realtà, dopo l’incontro con l’assessore Cristiano Erriu e il costituzionalista Omar Chessa dell’università di Sassari promosso dal sindaco di Nuoro Andrea Soddu la settimana scorsa.
«È in quel dibattito – riprende fiato Michele Fele – che abbiamo assistito alla corale protesta dei territori del nord-ovest (Sassari) e nord-est (Gallura) che cercano di scongiurare il persistente Cagliaricentrismo a danno del resto della Sardegna, con minacce di mobilitarsi nel caso non avvenga il classico “cambio di rotta” che consenta anche per il nord Sardegna un dignitoso riequilibrio». «Mentre Sassari combatte per ottenere una riforma più vantaggiosa per il suo territorio – attacca Pierluigi Saiu, consigliere comunale di opposizione nel capoluogo di provincia –, Nuoro resta in silenzio. Eppure il silenzio è un lusso che le zone interne non possono permettersi. La riforma proposta dal governo regionale cambierà molte cose. Funzioni che prima i comuni svolgevano da soli, adesso dovranno essere svolte in forma aggregata e su questa nuova prospettiva occorre ragionare. Così come occorre ragionare su un riequilibrio dei poteri che non veda le zone interne ancora una volta tagliate fuori dai giochi che contano. La provincia di Nuoro non sparirà (almeno per ora) – sottolinea Saiu –, ma questo non vuol dire che il problema del nostro peso politico non si ponga. Anzi».
«Credo - si inserisce Giorgio Fresu, vicario regionale e segretario provinciale di Nuoro dell’Unione popolare cristiana –, sia giunto il momento di mettere da parte le polemiche e lasciare spazio al buon senso, in un momento storico così delicato». «Analogamente a quanto hanno fatto sassaresi e galluresi, sarebbe meglio recuperare una forte e determinata unità d’intenti, nell’esclusivo interesse delle popolazioni della provincia nuorese. Sindaci, parlamentari e consiglieri regionali – suggerisce il segretario dell’Upc – devono confrontarsi con Erriu e con la competente commissione regionale, al fine di modificare l’attuale dispositivo della legge».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
