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Nuoro

Traffico di profughi: scarcerato e ringrazia su Fb

di Tiziana Simula
Traffico di profughi: scarcerato e ringrazia su Fb

L’autista era stato arrestato in Germania mentre trasportava sette clandestini Il tribunale di Passavia lo ha condannato a nove mesi, ma la pena è stata sospesa

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NUORO. «Ringrazio di cuore tutte quelle persone che hanno creduto in me e sono state vicino alla mia famiglia». Scrive così sul suo profilo Facebook , Gianluca Giobbe, 36 anni, due giorni prima di rientrare a Nuoro, dopo aver trascorso oltre due mesi nel carcere di Norimberga. Da domenica “Cinnanna” è di nuovo a casa, su di lui pende una condanna a nove mesi per traffico di profughi, con la sospensione condizionale della pena, inflitta dal tribunale tedesco di Passavia, città della Germania, al confine orientale con l’Austria. Lì era stato arrestato il 22 agosto scorso dalla polizia tedesca mentre era alla guida di un minivan con a bordo sette profughi siriani.

Venerdì scorso è stato revocato il suo mandato di cattura e contestualmente è stato emesso il decreto penale di condanna. Una pena lieve rispetto alla pesantissima accusa, sulla quale ha certamente influito il fatto che proprio in quel periodo erano state arrestate tantissime persone con la stessa accusa – proprio a causa del sovraffollamento del carcere di Passavia, Giobbe era stato trasferito a Norimberga – e che poco dopo, il governo tedesco aveva aperto le frontiere per accogliere i profughi siriani.

«Il mio cliente aveva svolto altri lavori come autista, per lui era una normale offerta di lavoro, avrebbe dovuto guadagnare sui tremila euro al mese. Era all’oscuro della situazione – spiega dallo studio di Cagliari il difensore di Gianluca Giobbe, l’avvocato Alexa Leinardi –. I giudici hanno riconosciuto questo aspetto, ma anche il fatto di non aver messo in pericolo la vita dei profughi. Elementi andati in suo favore».

Le tracce di Gianluca Giobbe si erano perse la notte tra il 20 e il 21 agosto. Telefonino muto e irraggiungibile, e collegamenti interrotti con la famiglia. Silenzio fino al 27, quando la moglie aveva lanciato il disperato appello via Facebook per la scomparsa del marito. Un tam tam mediatico che si era concluso nel tardo pomeriggio, quando i carabinieri le avevano comunicato che il marito era stato arrestato in Germania. Il giovane, che era partito insieme ad altri due amici, era stato fermato al confine tra la Germania e l’Austria, a bordo del minivan da lui guidato, con a bordo sette profughi siriani che, dopo aver attraversato mezza Europa, aver superato non si sa come le frontiere trovate dalla Macedonia in poi, stavano per raggiungere l’obiettivo. Non si sa che cosa abbia insospettito i gendarmi frontalieri tedeschi, probabilmente è stata proprio la presenza dell’italiano alla guida a spingere gli agenti ad approfondire i controlli e scoprire così che Gianluca Giobbe era seguito con attenzione dalla polizia di Nuoro, che monitorava i suoi movimenti.

Il nuorese era finito nel mirino degli inquirenti nell’ambito di un’inchiesta della Dda sull’immigrazione clandestina. Inchiesta tuttora in corso, e che potrebbe riservare nuovi sviluppi.

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