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Nuoro

Ancora attesa per i lavori nella torre di Santa Lucia

di Homar Farina
Ancora attesa per i lavori nella torre di Santa Lucia

Siniscola, il progetto per la messa in sicurezza è pronto dallo scorso gennaio L’assessore Carta: «Un patrimonio storico del territorio in totale abbandono»

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SINISCOLA. Si attende ancora un intervento di messa in sicurezza e conservazione della torre di Santa Lucia, che negli ultimi anni ha subito un’accelerazione dei fenomeni di erosione dovuti al lavorìo del vento e della salsedine. I segni più evidenti del deterioramento sono ben visibili lungo la circonferenza del suo basamento e nelle parti alte, che continuano a perdere le pietre scistose incastonate, rappresentando, oltre che un preoccupante segno di decadimento, anche un pericolo per l'incolumità dei passanti. La torre, che ad oggi risulta inagibile, risale alla fine della prima metà del 1600. Eretta per volere del baronato di Posada a difesa dell’insenatura di Santa Lucia, fu restaurata nel 1700, per poi subire qualche altro piccolo intervento, in tempi più recenti, assai discutibile dal punto di vista estetico. Alla fine del gennaio scorso il comune di Siniscola predispose un progetto preliminare per accedere al bando della Fondazione del Banco di Sardegna motivandone la scelta con una presa d'atto di una situazione di abbandono da parte degli organi preposti all’intervento di messa in sicurezza e conservazione. Per le 105 torri presenti in tutta l’isola non esiste un piano unitario di interventi non essendo tutte le strutture ricadenti sotto un'unica gestione. È quanto fa sapere la direzione generale della Conservatoria delle Coste, aggiungendo che la torre di Santa Lucia risulta di proprietà demaniale. Alla Soprintendenza di Sassari si è più volte rivolta l’amministrazione siniscolese, eseguendo qualche sopralluogo sul sito. Mentre la richiesta rivolta al Ministero dei beni culturali non ha trovato risposta. A dirlo è l’assessore ai Lavori pubblici, Lucio Carta che aggiunge: «È inaudito che un patrimonio storico così importante venga lasciato in totale abbandono. Abbiamo sollecitato gli organi competenti ad intervenire senza ottenere alcun risultato. Occorrono autorizzazioni e finanziamenti – conclude Carta – perchè noi come amministrazione non possiamo intervenire». Nonostante i due casi siano completamente differenti, anche per il crollo della torre di Scau’e Sai a San Vero Milis nel 2012, in molti lamentarono la lentezza degli interventi più volte richiesti. Quando poi si decise di intervenire la falesia era erosa a tal punto da cedere improvvisamente sotto il peso della torre, portandosi via un pezzo di storia.

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