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Nuoro

L’inceneritore di Tossilo supera l’ultimo ostacolo

di Tito Giuseppe Tola
L’inceneritore di Tossilo supera l’ultimo ostacolo

Macomer, l’impianto ha ottenuto la concessione edilizia: lavori già nel 2016 L’unica incertezza resta il ricorso al Tar del comitato “Non bruciamoci il futuro”

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MACOMER. Dopo l’approvazione della valutazione di impatto ambientale da parte della Regione e il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale della Provincia, è arrivata la concessione edilizia che dà via libera alla realizzazione del nuovo inceneritore di Tossilo. Mancano ancora alcuni adempimenti amministrativi e qualche incertezza potrebbe arrivare dal ricorso al Tar contro il potenziamento dell’inceneritore annunciato dal comitato “Non bruciamoci il futuro”, che ha avviato anche una raccolta fondi per sostenere le spese, ma se l’iter non incontrerà nuovi ostacoli, non è escluso che i lavori di realizzazione dell’impianto possano iniziate ai primi del 2016, al massimo entro marzo. Il Consorzio industriale va avanti con gli adempimenti previsti per poter avviare i lavori. In questa fase si sta procedendo a completare la procedura per l’affidamento dell’incarico di direzione dei lavori e coordinamento per la sicurezza in fase di esecuzione che dovrebbe concludersi entro il mese. È previsto un ulteriore passaggio in Regione legato al fatto che il progetto ha un importo superiore a sei milioni di euro e si dovrà poi stipulare il contratto sulla progettazione esecutiva (finora si è fatto tutto sulla progettazione definitiva). La licenza rilasciata dall’ufficio tecnico del comune riguarda esclusivamente i lavori edili e le opere di impianto, mentre per le autorizzazioni ambientali fa riferimento a quelle rilasciate da Regione e Provincia.

La procedura per la progettazione esecutiva e l’aggiudicazione dei lavori di realizzazione di una nuova linea di incenerimento nell’impianto di Tossilo era stata bandita a metà del 2012, mentre nel novembre dello stesso anno erano state aperte le buste con le offerte per verificarne la regolarità. Al bando avevano risposto sei ditte. I lavori della commissione incaricata di valutare le proposte si erano conclusi nel mese di agosto 2013. Prima classificata era un’associazione temporanea di imprese che fa capo alla società Area Impianti di Albignasego in provincia di Padova, la quale si era aggiudicata la gara con un ribasso di circa il 13 per cento su un importo a base d’asta di 40 milioni di euro, uno dei più grossi appalti banditi in zona negli ultimi dieci anni. La seconda aveva subito impugnato la decisione della commissione con un ricorso al Tar, che però è stato respinto.

Poi è stata avviata la procedura per la valutazione di impatto ambientale. A marzo del 2015 è arrivata la decisione del Savi, mentre nei mesi scorsi è arrivata la decisione della Provincia. La licenza edilizia è stata rilasciata il 27 ottobre. Dalla pubblicazione del bando sono trascorsi tre anni e mezzo. Per realizzare l’impianto ne serviranno almeno cinque.

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