Deserta l’asta per l’ex stabilimento Queen
Macomer, tra un mese nuova gara con prezzo base ribassato: nel 2016 dipendenti senza Cig
MACOMER. L’asta per la vendita del complesso industriale sede dell’ex calzificio Queen è andata deserta. Il 20 ottobre, termine entro il quale si potevano presentare delle offerte in rialzo sul prezzo base 1.651.000 euro, non si è fatto avanti nesusno. A breve, probabilmente ai primi del prossimo anno, ne sarà bandita un’ altra col prezzo base ribassato. Non si ha invece notizia dell’asta on line per la vendita di macchine e impianti. Una parte era stata venduta con le aste precedenti. Rimanevano lotti di macchine quasi nuove che venivano offerti a prezzi stracciati. Considerato che si vendeva per lotti, la cosiddetta “vendita spezzatino”, non è da escludere che siano andati via blocchi abbastanza importanti di ciò che rimane del calzificio di Macomer. È evidente a questo punto che non esiste più nessuna possibilità di riavviare l’attività con i vecchi impianti e che è sfumata anche l’ipotesi di trovare un imprenditore disposto a rilevarli anche in affitto per riprendere a produrre.
I dipendenti della Queen, intanto, dall’anno prossimo usciranno tutti dalla copertura degli ammortizzatori sociali. Nella stessa situazione sono anche quelli della ex Legler. I tessili usciti dalla mobilità ordinaria e dalla quella in deroga sono circa 500. Altrettanti usciranno alla fine dell’anno. Tutti perderanno gli ammortizzatori sociali entro il 2016. Le misure previste dall’accordo firmato ai primi di agosto dai sindacati e dalla Regione stentano a partire. Incontra difficoltà a decollare soprattutto la misura dei cantieri verdi che avrebbe dovuto dare ristoro quasi immediato ai tessili che dall’inizio dell’anno e anche di più non percepiscono più alcun reddito.
I sindacati hanno incontrato i lavoratori nei giorni scorsi durante le assemblee convocate a Macomer, Ottana e Siniscola. Per cercare di smuovere le cose non si esclude una nuova mobilitazione. Oggi alle ore 15, a Macomer nell’aula consiliare del comune i sindacati incontreranno i sindaci del Marghine, della Planargia e di Ottana, le aree delle quali provengono la maggior parte dei tessili che hanno perso il lavoro. Nel corso dell’incontro si parlerà della vertenza dei tessili e delle iniziative che saranno poste in essere per cercare di smuovere le acque nelle quali si è andato impantanando l’accordo di agosto che sembrava dovesse essere risolutivo. In una lettera inviata nei giorni scorsi al presidente della Regione Pigliaru e al prefetto di Nuoro, i sindaci del centro Sardegna si erano detti pronti a dimettersi in massa se la vertenza non dovesse sbloccarsi. (t.g.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google