La Desulo-Fonni vietata: monta la mobilitazione
DESULO. «Aspettiamo una risposta dalle istituzioni. L’alternativa sarà la mobilitazione generale con quante iniziative saranno ritenute opportune dalla popolazone. Non possiamo accettare questa...
DESULO. «Aspettiamo una risposta dalle istituzioni. L’alternativa sarà la mobilitazione generale con quante iniziative saranno ritenute opportune dalla popolazone. Non possiamo accettare questa situazione che è un certificato di isolamento per il nostro paese». Queste le parole di Gigi Littarru, sindaco di Desulo, che in questi giorni ha preso carta e penna e indirizzato numerose lettere a Prefettura, Regione e al governo nazionale. La decisione di vietare la circolazione stradale a mezzi di massa superiore ad otto tonnellate inizia a produrre i primi effetti: gli autobus dell’Arst non stanno circolando. La direzione nuorese non può non dare esecuzione all’ordine della Provincia, proprietario della strade. Si attendono quindi novità dalla sede centrale di Cagliari che dovrà prendere una decisione. Nel frattempo ognuno si arrangia con mezzi di fortuna. Alcuni studenti non sono potuti andare a scuola, così come anziani pendolari che non sono riusciti a reperire mezzi familiari. Diverse ditte hanno comunicato che i tir non potranno raggiungere negozi, salumerie e altre piccole imprese di Desulo. Le consegne dovranno avvenire quindi al bivio di Monte Corte oppure nel tratto fonnese della provinciale 7, dove è consentito circolare. Il tutto a spese dei destinatari che dovranno reperire mezzi idonei per prendere le merci. «È una situazione inaccettabile – dice ancora Littarru – che richiede un’analisi approfondita. Ho chiesto agli uffici comunali di riordinare tutte le segnalazioni fatte alla provincia di Nuoro negli ultimi cinque anni. Si è perso troppo tempo». Il timore è che arrivi l’inverno con una situazione ancora peggiore rispetto a quella attuale, che implica ulteriori rischi di crollo o cedimento lungo la provinciale 7. Soprattutto nei punti più critici. La provincia di Nuoro ormai esiste soltanto sotto il profilo amministrativo e non può impegnare risorse. La palla passa quindi alla Regione. L’assessore ai lavori pubblici Paolo Maninchedda, che ha ereditato questa situazione ormai vecchia di anni, sta valutando il tutto sulla base degli elementi a disposizione. Siamo in piena emergenza – conclude Gigi Littarru – e questo non può essere tollerato. Persa ogni speranza non mi rimarrà che rivolgermi alla magistratura».
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