Macomer, la via Pio XII allagata da una perdita
MACOMER. Via Sant’Ilario, dove l’acqua scorre da quindici giorni, è il letto di un ruscello che Abbanoa continua ad alimentare, sorda alle segnalazioni dei cittadini che si ritrovano con l’acqua...
MACOMER. Via Sant’Ilario, dove l’acqua scorre da quindici giorni, è il letto di un ruscello che Abbanoa continua ad alimentare, sorda alle segnalazioni dei cittadini che si ritrovano con l’acqua negli scantinati. In via Pio XII, poco distante, l’acqua ha iniziato a sgorgare ieri da una rete idrica colabrodo che non è in grado di reggere la portata. Segnalazioni, proteste e lamentele si infrangono contro il muro di gomma del numero verde per la segnalazione dei guasti, che registra tutto senza che seguano le riparazioni. I cittadini protestano perché l’acqua che scorre lungo la via alla lunga causa danni alle abitazioni. Poi c’è da mettere in conto i costi. Se è vero che Abanoa spende più di un milione all’anno in bollette elettriche per i consumi delle pompe che mandano l’acqua dal bacino del Temo al deposito che alimenta la rete idrica di Macomer, c’è da chiedersi quanto la gestione sia attenta agli sprechi e quanto costi l’acqua che scorre da quindici giorni in via Sant’Ilario e che da ieri ha iniziato a fluire in via Pio XII. Anche perché alla fine lo spreco diventa tariffa. «Prima di installare i contatori supertecnologici – dicono quelli che si lamentano –, Abbanoa dovrebbe riparare perdite e guasti». (t.g.t.)
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