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Nuoro

Sfida a Pigliaru: «Vogliamo l’autonomia»

Sfida a Pigliaru: «Vogliamo l’autonomia»

Incontro in Confindustria sulla riforma degli enti locali. Ospiti d’onore i consiglieri regionali Deriu (Pd) e Pittalis (FI)

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NUORO. Alla fine tutti a rimpiangere le vecchie, vituperate province. «Ve lo avevo detto» ha tuonato Roberto Deriu, vicecapogruppo del Pd, relatore del disegno di legge sugli enti locali ed ex presidente della Provincia di Nuoro. Ieri, al convegno organizzato da Confindustria per discutere della riforma degli enti locali, su un punto erano tutti d’accordo: forse era meglio la vecchia geografia istituzionale con le Province che facevano da collante tra i Comuni e la Regione e che avevano competenze primarie in materia di scuola, ambiente, viabilità e cultura.

«Voi sindaci ve ne state accorgendo in questi giorni – ha continuato Deriu – Non ci sono i soldi per sistemare la Desulo-Fonni. La manutenzione delle strade era infatti una competenza della Provincia che, purtroppo, è stata spolpata. E questo è solo l’inizio».

Gli effetti perversi della nuova riforma degli enti locali, con un’unica città metropolitana a Cagliari e nel resto della Sardegna semplici unioni dei comuni, cominciano già a manifestarsi. «Purtroppo è un processo inarrestabile – ha spiegato Deriu – Come nuorese e come relatore del disegno di legge sono consapevole che questa riforma rappresenta un pericolo serio per il Nuorese, ma ormai i margini per modificarla sono limitati». Una cosa però ha promesso Deriu: «Mi batterò perché la Regione riconosca a questo territorio la sua specificità». Ma ciò non si traduce nella garanzia di avere risorse disponibili per la gestione dei servizi. «Le unioni dei comuni non sono enti di area vasta in grado di fare programmazione – ha precisato Deriu – La programmazione, la pianificazione e l’utilizzo dei fondi europei avverrà a livello regionale e, soprattutto, a livello di città metropolitana che avrà anche fondi dedicati. E questo sarà un problema per le zone interne, è ovvio». La soluzione? «Costruire un polo strategico con altri territori, innanzitutto con Olbia. Bisogna costruire un sistema di governo locale del territorio che si integri con le istituzioni olbiesi e ogliastrine». Ma questo ai sindaci e agli altri consiglieri presenti in sala è sembrata una magra ricompensa. Anche Pietro Pittalis, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, è stato duro: «Questa riforma va rispedita al mittente. Favorisce che ha di più e impoverisce chi parte già da una situazione di svantaggio». Andrea Soddu è andato giù ancora più duro. «Noi sindaci vogliamo l’autonomia del Nuorese. Sfidiamo Pigliaru e diciamo che questa riforma non va bene e non passerà. Non si possono privare i territori della rappresentanza politica, è questo il vero problema. Con questa riforma non avremo più alcun peso politico e il territorio continuerà a impoverirsi e a spopolarsi sempre di più. La decisione di superare il sistema delle Province si sta rivelando nefasta. Mi sembra che l’unico obbiettivo del Governo fosse quello di recuperare i 4 miliardi che quegli enti avevano in cassa». (g.z.)

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