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Energia, allarme tra i lavoratori: «Senza l’essenzialità è la fine»

di Federico Sedda
Energia, allarme tra i lavoratori: «Senza l’essenzialità è la fine»

Ottana, c’è grande preoccupazione dopo la notizia della revoca diffusa dal parlamentare Mauro Pili Sindacati e operai: «Questa decisione trascinerà nel fondo tutto il comparto industriale del Nuorese»

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OTTANA. È allarme tra i lavoratori della centrale termoelettrica di Ottana Energia per la notizia diffusa dal parlamentare di Unidos, Mauro Pili, secondo la quale Terna ha proposto all’Autorità per l’energia di non rinnovare il regime di essenzialità alle centrali elettriche sarde a partire dal 2016 ad eccezione della centrale a turbogas di Assemini. La notizia è stata confermata anche ieri dal parlamentare sardo che ha diffuso il documento di Terna che formalizza la proposta all’Autority di revocare l’essenzialità alle principali centrali elettriche della Sardegna. La decisione è piombata a Ottana come un fulmine a ciel sereno, suscitando la preoccupata reazione dei lavoratori. «Si tratta – si legge in una nota delle Rsu di Ottana Energia – di una notizia che suscita stupore perché la Regione si era impegnata a difendere il mantenimento del regime di essenzialità attualmente vigente per le centrali elettriche sarde proprio in vista dell’adeguamento degli impianti verso una fonte energetica ambientalmente più sostenibile ed economicamente più competitiva». Non solo. «La stessa Autorità per l’energia – sottolinea la nota – ha riconosciuto che la riduzione dei prezzi registrata in Sardegna nel mercato elettrico sia un effetto virtuoso del servizio di regolazione secondaria effettuato da Ottana Energia in regime di essenzialità». Un regime che ora, salvo interventi in extremis del governo, potrebbe cessare. Secondo il documento reso noto da Pili, e tenuto finora riservato, Terna, con due comunicazioni del 7 e dell’8 settembre scorso, ha formalizzato la nuova disciplina degli impianti essenziali proponendo, tra l’altro, la revoca del regime di essenzialità per le centrali del Sulcis e di Ottana. L’Autorità per l’energia, stando a quanto contenuto in un’ interrogazione urgente presentata alla camera dei deputati dal parlamentare di Unidos, ha accolto la proposta tecnica di Terna, ente gestore della linea elettrica nazionale, con la delibera numero 496 del 22 ottobre scorso, ponendo così fine all’essenzialità delle centrali elettriche sarde che a Ottana Energia durava dal 2012. «È evidente – sottolineano i lavoratori – che Terna intende affidare tutte le criticità del sistema elettrico sardo al turbogas di Assemini, al collegamento sottomarino Sapei e ai compensatori sincroni di Codrongianus che sono stati appena installati e, quindi, con una affidabilità tutta da valutare. Una vera e propria follia». La fine dell’essenzialità avrebbe un effetto domino su tutto il sistema industriale di Ottana. «La discontinuità della produzione della centrale – sottolineano i lavoratori – trascinerà a fondo tutto il comparto industriale del Nuorese, già quasi interamente compromesso, e colpirà in maniera collaterale un indotto con diverse centinaia di lavoratori, rendendo vani anche gli sforzi per salvare la filiera chimica del Pet che lega insieme Ottana e Sarroch». Per Ottana, insomma, sarebbe la fine.

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