«Così Ottana non ha alcun futuro»
L’allarme di Confindustria e sindacati: il regime di essenzialità è fondamentale per il territorio
OTTANA. Alzata di scudi di Confindustria e dei sindacati confederali nuoresi contro la decisione di Terna di proporre all’Autorità per l’energia di revocare il regime di essenzialità alle centrali elettriche sarde, tra le quali rientra anche la centrale termoelettrica di Ottana Energia. «La Confindustria Sardegna centrale, le segreterie confederali di Cgil, Cisl e Uil e quelle territoriali di Filctem, Femca, e Uiltec – si legge in una nota congiunta –, esprimono fortissima preoccupazione per le notizie circolate negli ultimi giorni circa la decisione di Terna di proporre all’Autorità Garante per l’Energia la revoca del regime di essenzialità alle centrali sarde tra cui quella di Ottana Energia. Se tale decisione dovesse essere confermata le conseguenze per il sistema energetico sardo sarebbero pesantissime. Dal riconoscimento dell’essenzialità dipende, infatti, il futuro di un complesso apparato industriale, di grande tradizione e competenze, che ha per la Sardegna un elevato valore economico e occupazionale».
Senza l’essenzialità Ottana Energia rischierebbe di scomparire dal panorama industriale dell’isola.
«Per la Sardegna centrale – sottolinea la nota delle parti sociali nuoresi – la perdita del regime di essenzialità equivarrebbe all’ennesimo smacco per un territorio che già affronta una pesante crisi economica e sociale e potrebbe provocare devastazioni definitive sul piano economico e sociale, con la perdita di centinaia di addetti diretti ed indiretti». A rischio sarebbe l’intero polo industriale di Ottana. «Come più volte evidenziato – sottolinea la nota di Confindustria e sindacati – dal futuro della centrale elettrica di Ottana dipendono le prospettive di Ottana Polimeri. Gli sforzi messi in campo per il rilancio della filiera chimica che legano Ottana e Sarroch, infatti, difficilmente si concretizzerebbero se la centrale elettrica non dovesse avere continuità di esercizio. A ciò si aggiunge che l’eventuale fermata di Ottana Energia provocherebbe un effetto negativo a catena sulle altre realtà del sito industriale». Il regime di essenzialità, secondo le parti sociali, è fondamentale per la tenuta del sistema energetico sardo e per compensare il gap arrecato alla Sardegna dalla mancanza del metano.
«La nostra – si sottolinea nel comunicato – è l’unica regione d’Italia a non avere le forniture di gas. L’essenzialità consente non solo di garantire il mantenimento delle attività, ma anche di assicurare un corretto equilibrio del mix energetico disponibile, di salvaguardare i livelli occupazionali, di tutelare un patrimonio di cultura e tradizione tecnico-industriale e di garantire la sicurezza e la tenuta del sistema elettrico. Basti pensare che è stato anche grazie alla presenza delle centrali elettriche del Sulcis, di Ottana e di Fiume Santo che, a febbraio 2015, è stato evitato in Sardegna il black-out».
Confindustria e sindacati puntano l’indice anche contro la Regione. «Nonostante gli incontri e le sollecitazioni – osservano – la giunta regionale non ha finora affrontato la questione della essenzialità con la dovuta determinazione nei confronti del governo».
«Ora è assolutamente necessaria un’azione incisiva da parte della Regione, dei parlamentari, dei consiglieri regionali e di tutte le forze istituzionali, politiche e sociali del territorio al fine di condurre una battaglia comune. Occorre adoperarsi con la massima urgenza e unità d’intenti affinché venga svolta una adeguata azione politica presso i competenti livelli nazionali. È indispensabile e urgente che il presidente Pigliaru metta in atto tutte le azioni necessarie intervenendo in modo forte e determinato sul governo per recuperare una situazione ormai diventata drammatica. Confindustria e sindacati – conclude il comunicato – chiedono al presidente della giunta un incontro urgente per capire quali siano le iniziative che la Regione sta portando avanti per garantire il futuro alla centrale elettrica e a tutto il sito industriale di Ottana».
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