La Nuova Sardegna

Nuoro

Ente foreste e Cai rifanno le antiche vie dei pastori

Ente foreste e Cai rifanno le antiche vie dei pastori

Firmato un protocollo d’intesa per migliorare e valorizzare la rete sentieristica I camminamenti tra i pinnetos saranno riversati anche in formato digitale

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NUORO. Forse non più allarmi, veri o falsi, di escursionisti dispersi nei luoghi impervi del Supramonte. Con il protocollo di intesa tra Ente foreste Sardegna e Club alpino italiano, sezione Sardegna, si apre una nuova era, fortemente voluta e aspettata da anni dal vasto mondo dei camminatori non solo sardi. Si sono ritrovati, dopo anni e mesi di accurata preparazione, il direttore generale dell’EfS, Antonio Casula e il presidente regionale del Cai, Giacomo Attardi, presente anche quello della sezione di Nuoro Giancarlo Paba e hanno condotto per i prossimi cinque anni, i due organismi ad una stretta collaborazione sia teorica che operativa sul campo. Dal protocollo, firmato i giorni scorsi, emerge chiaro il ruolo dell’Ente foreste, peraltro contenuto nella sua legge istitutiva: curare la sorveglianza, la razionale manutenzione, il miglioramento e la valorizzazione dei sentieri, rendendoli fruibili dalle popolazioni.

Si parla di numeri importanti; il sentiero Italia, promosso dal Cai, congiunge le isole con l’Appennino e le Alpi, «il trekking più lungo del mondo», oltre 6000 chilometri; di questi, 540km, oltre 800km, considerando varianti e raccordi, si sviluppano in Sardegna: da Capo Testa, agli Stazzi Galluresi, dai Pinnetos del Supramonte e della Barbagia, ai tacchi dell’Ogliastra.

Il Supramonte di Orgosolo, Urzulei, Oliena e Dorgali, già oggetto di interventi in questi ultimi anni da parte dell’Ente foreste, attraverso il protocollo, viene inserito all’interno della rete sentieristica ed escursionistica, con la pianificazione della viabilità, la numerazione coerente e coordinata su base regionale, con azioni di sistema per la manutenzione e la riscoperta.

Antichi tratturi delle transumanze pastorali, mulattiere e carrarecce che, in un intreccio strutturato, funzionale al trasporto del carbone, attraversano le gole verso il mare, verranno rimesse a nuovo, tracciate, rese visibili e percorribili, riversate in formato digitale nel “Catasto dei sentieri” con valenza universale. «Arriviamo a questo storico obiettivo, peraltro fortemente voluto dai nostri predecessori – sostengono Giacomo Attardi e Giancarlo Paba –, con il Club alpino regionale e le sezioni di Cagliari, Nuoro e Sassari, pronti a fare la loro parte. Assicureremo una uniforme metodologia di numerazione dei sentieri; proporremo all’Ente foreste interventi esecutivi per la segnatura sul terreno, secondo le prescrizioni nazionali Cai: segnaletica, tabelle, interventi di manutenzione. Forniremo supporto tecnico per le rilevazioni e il ripristino di calpestio, muretti a secco, deviazione dell’acqua, dissuasori. Ci proporremo per gli elaborati cartografici che Cai ed EfS riterranno di produrre per la pianificazione delle aree montane». Attraverso quattro incontri tecnici annuali si preparerà il seminario annuale della sentieristica regionale; costituirà il luogo istituzionale dove Ente foreste e Cai terranno sotto costante monitoraggio lo sviluppo della rete sentieristica, gli interventi di ripristino e manutenzione, l’aggiornamento delle piattaforme tecnologiche per la diffusione delle informazioni e della cartografia. Il seminario annuale costituirà il momento di confronto con esperienze nazionali ed europee.

«Per Nuoro e per la Sardegna – sottolineano Attardi e Paba – si tratta di una scommessa culturale, di respiro europeo. Dalla collaborazione con la Regione nasce il futuro della montagna, delle sue pietre, dei suoi camminamenti, delle sue storie, delle sue architetture, ancora testimoni di economie povere aggrappate alle stagioni. La rete dei sentieri che la attraversa, marchiandola in maniera originale e straordinaria, verrà riproposta, tirata a lucido ma nella sua antica suggestione; un modo per proiettare in Europa la Sardegna che cambia».

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