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«I danni saranno incalcolabili»

«I danni saranno incalcolabili»

La reazione delle forze sociali: problema sottovalutato, conseguenze devastanti

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OTTANA. La notizia è diventata ufficiale nella serata di ieri: il regime di essenzialità per le centrali elettriche sarde finirà il 31 dicembre 2015. L’Autorità per l’energia ha così accolto la proposta di revoca formalizzata da Terna. Immediata la reazione di Confindustria e delle segreterie confederali di Cgil, Cis e Uil e di Filctem, Femca e Uiltec.

«Nelle ultime ore – fanno sapere in una nota – la situazione è ulteriormente precipitata con la pubblicazione ufficiale da parte di Terna dell’elenco degli impianti essenziali per la sicurezza del sistema elettrico valido per il 2016. Nell’elenco, infatti, la centrale elettrica di Ottana non risulta inserita tra gli impianti essenziali come pure risultano esclusi gli impianti di Porto Torres e del Sulcis».

«Diventa così ufficiale quanto circolato in via ufficiosa nei giorni scorsi. Si tratta di una notizia gravissima dalle conseguenze devastanti. In questo modo viene determinato il crollo definitivo del sito industriale di Ottana e si preclude anche ogni possibilità di rilancio di Ottana Polimeri. Le conseguenze economiche, sociali e occupazionali saranno incalcolabili per un territorio già stremato dalla crisi. Nelle scorse settimane abbiamo più volte segnalato alla Regione che la decisione era imminente e abbiamo chiesto azioni immediate e un intervento politicamente incisivo nei confronti del governo. Quanto appreso ieri in via ufficiale denota che il problema è stato sottovalutato e non è stata avviata alcuna azione politica forte nei confronti del ministero dello Sviluppo economico a sostegno della proroga dell’essenzialità per le centrali elettriche sarde». (f.s.)  

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