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Nuoro

Il sindaco: «Le Tappas sono un modello di sviluppo»

di Mattia Sanna
Il sindaco: «Le Tappas sono un modello di sviluppo»

Il primo cittadino di Mamoiada traccia il bilancio delle ultime Cortes da record «È stato un evento che ha raccolto le migliori eccellenze del territorio»

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MAMOIADA. Il paese delle maschere festeggia l’edizione da record delle “Tappas”. A distanza di poche ore dalla fine della kermesse barbaricina, si elabora il bilancio su uno degli appuntamenti più apprezzati del calendario di “Autunno in Barbagia”, costruito dal comune di Mamoiada, dall’assessorato cittadino al turismo, con il patrocinio dell’Aspen e della Regione Sardegna.

Le file chilometriche, le lunghissime code, il centro storico intasato da migliaia di visitatori hanno, dunque, lasciato spazio alle analisi e ad una accurata disamina sulla manifestazione.

Supera l’esame a pieni voti l’organizzazione, che ha saputo gestire impeccabilmente la logistica, rafforzata e migliorata in alcuni aspetti. Dall’incremento dei parcheggi fino ai vari servizi rivolti ai turisti, come i punti di primo soccorso implementati e la navetta, che ha garantito i transfert all’interno dell’abitato, con particolare attenzione rivolta ai disabili e agli anziani.

«Il merito di questo riscontro importante va certamente alle tante realtà associative e al comitato spontaneo, che hanno garantito la buona riuscita dell’iniziativa – commenta il sindaco Luciano Barone – mi sento grato agli operatori economici, agli artigiani, ai tanti volontari, ai semplici cittadini, che con il loro contributo spontaneo hanno reso più bello e accogliente il paese, alle forze dell’ordine, ai vigili urbani, all’Anas e ai vari uffici comunali, che si sono spesi senza risparmiarsi, dando davvero il massimo».

«In questa occasione – prosegue il primo cittadino – abbiamo percepito con evidenza il significato autentico di comunità, la sensibilità della popolazione rivolta all’interesse collettivo: un valore, che purtroppo si è perso nel quotidiano. L’auspicio, non può che essere, pertanto, un riemergere di tale virtù ed un contagio repentino, un’epidemia diffusa, che non escluda nessuno».

«La tre giorni, appena conclusa – sostiene, d’altra parte, l’amministratore mamoiadino – rappresenta un modello di sviluppo, nel quale crediamo, che va sostenuto e valorizzato. In altre parole, meglio mille volte la precarietà di un evento, seppur limitato nel tempo, che raccoglie le migliori eccellenze del territorio e si afferma compatibilmente con la struttura sociale dei nostri centri e con la sua naturale conformazione, che quaranta posti fissi di una multinazionale, i quali de-professionalizzano il lavoratore e lo rendono parte di un sistema, diretto da scelte imposte da chissà dove e da centri di poteri troppo lontani dai nostri piccoli centri».

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