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“Sos ungrones” conquistano 10mila turisti

di Giovanni Melis
“Sos ungrones” conquistano 10mila turisti

OVODDA. Le vie del pane ’e vressa, del cibo dei centenari e le sue ricette popolari. Forni di pane che comprano ancora il grano e si occupano di trasformarlo in farina per alimentare un polo di...

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OVODDA. Le vie del pane ’e vressa, del cibo dei centenari e le sue ricette popolari. Forni di pane che comprano ancora il grano e si occupano di trasformarlo in farina per alimentare un polo di panificazione che è invidiabile. Un’impresa che sforna tappi di sughero per migliaia di cantine nazionali ed estere e i cui vini finiscono nelle prime pagine dei giornali, con premi di ogni sorta. Poi le magie della pittura, della scultura, oltre che un industria di fiore sardo che è invidiabile.

Tutto questo condensato in angoli di paese, sos ungrones appunto, dove le tradizioni popolari si sono sposate con le esigenze industriali, ma non sono state dimenticate. Sono custodite in quelle casette di pietra che in occasione di autunno in Barbagia diventano un mega albergo diffuso e un expo delle eccellenze del paese.

È grande la soddisfazione degli amministratori locali all'indomani del successo di Ungrones de Bidda, la manifestazione del circuito voluto dalla camera di commercio di Nuoro che ha portato in paese non meno di diecimila persone. Complice la bella giornata, i visitatori hanno pacificamente invaso il centro del paese dove in ogni casetta allestita, ben 48, sono stati ricavati spazi culturali ed enogastronomici. Tutte le arti erano rappresentate, con il grande lavoro delle associazioni locali che hanno fatto il possibile per animazione; balli in piazza, canti a tenores, polifonia vocale.

«Ovodda colpisce per la sua ricchezza – dice Cristina Sedda, raggiante sindaco del paese – che è fatta di progettualità e di credere nelle proprie potenzialità».

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