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il caso di fonni

Faraone: il liceo spieghi il no Il ministero riaccende il sogno

Faraone: il liceo spieghi il no Il ministero riaccende il sogno

NUORO. Lo zaino di Francesco è ancora lì, poggiato su una sedia della sua cameretta colmo di libri,quaderni e speranze. Lui, studente autistico di vent’anni che a settembre gli è stata negata l’iscriz...

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NUORO. Lo zaino di Francesco è ancora lì, poggiato su una sedia della sua cameretta colmo di libri,quaderni e speranze. Lui, studente autistico di vent’anni che a settembre gli è stata negata l’iscrizione al quinto anno del liceo socio-pedagogico di Fonni, aspetta impaziente il suo ritorno tra i banchi.

«Uno spiraglio si è aperto quando il 9 novembre abbiamo letto sul quotidiano La Stampa una dichiarazione del sottosegretario all’istruzione Faraone – racconta Sandro Gregu, papà di Francesco –, dove esprimeva il forte disappunto in merito alla questione di Francesco: «nel nostro paese non c’è spazio per una scuola dell’esclusione – si legge nell’intervista –, soprattutto quando l’esclusione riguarda ragazzi che più di altri hanno bisogno di cura e di sostegno nella formazione».

Il Ministero infatti ha avviato una sorta di indagine, e il liceo socio-pedagogico di Fonni così come la direzione scolastica della Sardegna dovranno spiegare il “no”. «Noi, qualunque sia la risposta, non ci fermeremo qui e grazie soprattutto a mio figlio Pasquale, che ha avviato una campagna su Facebook con l’hashtag ilsognodifrancesco, e l’iniziativa “Io ho un sogno, e ogni mattina esco di casa per inseguirlo. Francesco ha un sogno, e la mattina esce di casa ma non può inseguirlo. E voi? Avete un sogno?Facciamo tornare Francesco a scuola”, mantiene viva la vicenda».

«Nel mentre Francesco aspetta di poter tornare a scuola e chiede ogni giorno quando potrà farlo. Noi andiamo avanti con grinta e coraggio spinti dal bene che gli vogliamo».

«Quando un genitore vede il proprio figlio passare le giornate a fare e rifare puzzle vuol dire che non ci si può arrendere – continua –. D’altro canto, sono molto contento dell’apertura del Centro a Marreri perché i ragazzi saranno seguiti da figure altamente professionali con progetti personalizzati». (s.v.)

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