La Nuova Sardegna

Nuoro

orani

In scena l’opera “Il muro incinto”

Spettacolo della compagnia Cada Die Teatro di Giovanni Carroni

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Prosegue la stagione La Vetreria diretta dal Cada Die Teatro.Domani alle 21, presso il teatro La Vetreria, la compagnia nuorese Bocheteatro presenta “Il muro incinto - Costantino Nivola in scena, liberamente ispirato all'opera autobiografica Memorie di Orani di Costantino Nivola. Lo spettacolo diretto e interpretato da Giovanni Carroni è un adattamento teatrale di Paolo Puppa, con le musiche originali di Battista Giordano. Carroni accompagna lo spettatore in un suggestivo viaggio nella memoria, la memoria della vita e dell'incontrare la morte, perché come affermava Nivola “il corpo deve sapere cos’è la morte”. Un viaggio alla scoperta di un grande artista con la passione dell'architettura, inventore di forme antiche e moderne, che lasciò la Sardegna con la sua valigia di cartone e conquistò la grande mela. Partito dalla nativa Orani, culla e linfa della sua arte, Nivola frequenta l'Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Monza dove segue gli insegnamenti di Marino Marini, per poi trasferirsi a Parigi e New York ed entrare in contatto con l'avanguardia americana ed europea. “Il muro incinto - ovvero Costantino Nivola in scena” liberamente tratto da Memorie di Orani di Costantino Nivoladi e con Giovanni Carroni -musiche di Battista Giordano - luci e fonica di Gian luca Usala - scene di Marco Nateri e Giovanni Carroni - costumi di Gianna Secchi. Giovanni Carroni attraverso un viaggio della memoria racconta la storia del grande artista di Orani Costantino Nivola; l'attore si racconta attraverso il ciclo vitale delle stagioni e per un'ora ci regala una lezione di vita, di arte e moralità, la stessa di cui è permeato il suo libro autobiografico. Lo spettacolo tocca una forma ontologica della memoria. La memoria della vita e dell'incontrare la morte, perché il corpo deve sapere cos'è la morte. La consapevolezza della morte, come per Nivola, ci consente di rinnovare noi stessi e i nostri sentimenti. Il momento di narrazione è sospeso come in un limbo tra il regno dei vivi e il regno dei morti. Poiché la nostra vita in realtà è il percorso verso l'Ade, e questo "rito" teatrale vuole essere anche l'ampliamento di questo percorso.

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