La Nuova Sardegna

Nuoro

La marcia su Cagliari dei sindaci del Marghine

di Tito Giuseppe Tola

Protesta davanti al palazzo della Regione a sostegno della vertenza tessili «Una battaglia per rivendicare risposte al problema di centinaia di famiglie»

3 MINUTI DI LETTURA





MACOMER. Le misure previste dall’accordo raggiunto tra Regione e sindacati ai primi di agosto non hanno prodotto risultati e i tessili rilanciano la loro vertenza. Prima della fine del mese terranno una manifestazione a Cagliari alla quale parteciperanno i sindaci del Marghine, delle Planargia e delle aree della provincia di Nuoro dove operavano aziende tessili che hanno messo per strada i lavoratori e che la crisi ha cancellato. A protestare di fronte al palazzo della Regione vanno tutti e i sindacati sono consapevoli che la manifestazione è una delle tante con le quali la Sardegna da sfogo al malessere della crisi, ma si è deciso di farla ugualmente per ridare visibilità a una vertenza che negli finita un po sotto traccia. Si riparte dalla protesta di fronte alla Regione per poi dare una visibilità diversa alla protesta che nei passaggi successivi non si limiterà a rallentare il traffico e al volantinaggio lungo le principali strade della Sardegna. Le assemblee dei lavoratori, alle quali hanno partecipato anche i sindaci dei comuni dai quali provengono gli ex tessili, hanno detto chiaramente che bisogna rilanciare la vertenza e una grande manifestazione da tenersi a Cagliari darà la spinta giusta alla battaglia per rivendicare risposte giuste ed efficaci al problema di centinaia di famiglie che con la fine degli ammortizzatori sociali si sono ritrovate senza alcun reddito, praticamente alla fame. Il numero dei lavoratori che perderanno gli ammortizzatori sociali raddoppierà alla fine del 2015 e aumenterà ulteriormente nel 2016 quando tutti gli ex tessili della provincia di Nuoro usciranno dalla mobilità ordinaria. Quella che i sindaci e i sindacati stanno cercando di disinnescare chiedendo risposte chiare ed efficaci alla Regione è una bomba sociale pericolosa in quanto può alimentare tensioni non facili da controllare e creare problemi di sicurezza e ordine pubblico. In occasione delle assemblee tenute nelle ultime settimane a Macomer, Ottana e Siniscola i sindaci anno detto chiaramente che i servizi sociali non sono in grado di farsi carico del malessere di migliaia di lavoratori rimasti senza reddito. Lo stesso concetto lo hanno espresso nella lettera inviata al presidente della Regione e al prefetto di Nuoro nella quale avevano detto anche che in mancanza di risposte non avrebbero esitato a gettare la spugna e a dimettersi in massa per protesta. Ad agosto, quanto è stato firmato l’accordo tra i sindacati e la Regione, sembrava che la soluzione dei problemi dei tessili fosse a portata di mano, ma alla prova dei fatti le misure proposte si sono rivelate inefficaci. I sindacati dicono chiaramente che il progetto Welfare to Work, il cui bando scadrà il 30 novembre, non ha prodotto alcun risultato perché non ci sono più aziende che possano assumere i lavoratori. Pochi risultati anche con il progetto Flexicurity, mentre restano al palo i cantieri verdi, impantanati in un conflitto tra assessorati e nelle procedure burocratiche che hanno complicato tutto.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative