Pecore nere, sfilano i testimoni
«La fuliggine ricoprì un’area di 360 ettari tra Ottana e Noragugume». Assente l’imputato Paolo Clivati
NUORO. «Una scena irreale: le pecore erano completamente annerite, così come i cani, l’erba e gli alberi». L’ispettore della Forestale Giuseppe Nieddu ha ricordato così la notte tra il 14 e il 15 aprile 2013 quando una nube nera avvolse come un maleficio più di 360 ettari di terreni tra Ottana e Noragugume.
Si è aperta ieri al tribunale di Nuoro davanti al giudice monocratico Tommaso Bellei l’istruttoria dibattimentale del processo che vede Paolo Clivati, il patron di Ottana Energia, imputato – in concorso con il direttore dell’impianto Mario Tatti – di inquinamento atmosferico.
Secondo l’ipotesi accusatoria formulata dal pm Andrea Vacca quella nube nera sarebbe partita proprio dallo stabilimento di Ottana Energia. Probabilmente in seguito a un’esplosione verificatasi nella centrale elettrica a causa di alcuni esperimenti che i tecnici stavano conducendo nella caldaia con un nuovo combustibile, una miscela di carbone e acqua. L’obiettivo di Clivati, infatti, era quello di una possibile riconversione dell’impianto in una centrale a carbone, un progetto poi abbandonato tra le proteste. Ieri in aula sono stati ascoltati come testimoni l’allora comandante della stazione forestale di Bolotana, gli ispettori del Corpo Forestale e i tecnici dell’Arpas che per primi si recarono nelle campagne di Noragugume dopo la telefonata allarmata di alcuni pastori. «La fuliggine nera che ricopriva il bestiame e i pascoli macchiava anche le scarpe e i vestiti, era una sostanza simile al toner di una fotocopiatrice – ha ricordato l’ispettore Giuseppe Nieddu– Dai primi campionamenti si è capito che era una sostanza derivata da una combustione e subito abbiamo pensato alla centrale di Ottana Energia che dista appena due chilometri ed è l’unico insediamento presente nell’area. Quando poi abbiamo perimetrato l’area col Gps abbiamo notato che l’area contaminata arrivava proprio fino alla recinzione dello stabilimento. Inoltre i pastori ci avevano riferito di aver sentito un boato nella notte che proveniva proprio dalla zona industriale di Ottana». Le analisi dell’Arpas sui residui delle ceneri prodotte dalla caldaia della centrale non hanno potuto chiarire però un punto fondamentale e cioè se nella notte tra il 14 e il 15 aprile del 2013 in quello stabilimento sia stata bruciata la miscela incriminata, quella a base di carbone e acqua. È su questo punto che i legali dei due imputati – ieri assenti – Basilio Brodu (per Paolo Clivati) e Marcello Mereu (per Mario Tatti) daranno battaglia alla prossima udienza, il 14 gennaio. (g.z.)
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