Successo degli studenti al Maker Faire di Roma
NUORO. Il 16 ottobre alla Sapienza di Roma con “Walkman”, un robot di 2 metri in grado di salutare e tagliare il nastro, si è inaugurata Maker Faire, la kermesse promossa dalla Camera di Commercio e...
NUORO. Il 16 ottobre alla Sapienza di Roma con “Walkman”, un robot di 2 metri in grado di salutare e tagliare il nastro, si è inaugurata Maker Faire, la kermesse promossa dalla Camera di Commercio e curata da Massimo Benzi, co-fondatore di Arduino, insieme a Riccardo Luna, digital champion italiano. Nel villaggio dei makers a prendere d'assalto gli stand, studenti liceali, famiglie con bambini, imprenditori e curiosi per scoprire le novità hi-tech del 2015. Un'occasione per mettere in luce le qualità della produzione italiana, soprattutto all'interno della sezione “Artigiani innovativi e scuole”. A Roma erano presenti oltre 600 espositori provenienti da oltre 65 nazioni, suddivisi in padiglioni che proponevano idee e realizzazioni sulla casa, la città, l’ambiente, le nuove tecnologie, la cultura, l’apprendimento e il fare. Nei tre giorni oltre 100mila persone hanno gioiosamente affollato i cortili e ambienti dell’Università. Una presenza notevole e una vetrina importante per le nostre micro-aziende dove anche la scuola ha avuto la sua rappresentanza: un padiglione era interamente dedicato ai 30 progetti delle scuole selezionate tra tutta l’Italia e, tra queste, il Volta di Nuoro. La sezione Ipsia elettrico-elettronica dell’Istituto ha proposto una automazione del processo di vinificazione controllato tramite la piattaforma Arduino, una delle più impiegate nel settore dei microcontrollori. Nel padiglione dedicato alle scuole gli insegnanti Gianfranco Tore e Giuseppe Carta, supportati dagli studenti Matteo Calia e Davide Cidu, hanno portato in visione e prova operativa il lavoro di ricerca e studio che da qualche anno stimola e appassiona gli studenti dell’Ipsia: realizzare una automazione semplice, economica ma funzionale ed altamente flessibile da proporre ai piccoli-medi produttori cultori della vinificazione tradizionale ma alla ricerca di un sistema capace di replicare lavorazioni ed avere informazioni e dati sull’evoluzione del processo. «La proposta e il modello – hanno detto Carta e Tore – ha ricevuto plausi e considerazioni positive sia da parte di addetti-appassionati al settore che da parte di semplici curiosi. Nei tre giorni abbiamo ricevuto oltre 500 contatti, tra essi una cinquantina da parte di esperti e un centinaio da parte di docenti di altri istituti superiori. Segnaliamo, tra l’altro, la grande curiosità dimostrata da tantissimi bambini – hanno aggiunto i due insegnanti – molti dei quali non avevano mai assistito al processo di trasformazione dell’uva in vino. Una grossa esperienza per il nostro Istituto che si conferma attivo e vincente, nei settori di studio e applicazione delle nuove tecnologie e, soprattutto, un investimento sulla possibilità di orientamento formativo dei nostri ragazzi che, da tecnici qualificati, possano utilizzare al meglio le proprie abilità e competenze». (k.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
