Pane lentu, purpuzza e l’arte degli hobbisti: è il trionfo delle cortes
Le prelibatezze barbaricine e i manufatti più creativi conquistano il pubblico del weekend dedicato a “Mastros”
NUORO. «Come li faccio? Reinventando i rotoli di carta igienica: lo so che non lo avresti indovinato, ma lo vedi come vengono carini?». Sorriso gentile, un tiepido sole autunnale che le illumina il viso, tutt’intorno i primi visitatori accorsi a Nuoro per il secondo giorno delle cortes, Michela Virde, risponde volentieri a chi le chiede com’è che è riuscita a sfornare quei piccoli ma deliziosi pacchetti regalo. Nuorese, casalinga, anche lei, come tante altre presenze di ieri all’edizione 2015 di “Mastros” fa parte di quella folta schiera di hobbisti barbaricini che tra ieri e oggi animano gli antichi cortili e le piazze nuoresi per un vero trionfo dell’arte e della fantasia.
Dalle collanine confezionate con cura, pietra per pietra, ai soprammobili o alla versione locale di Barbie vestita con il costume sardo, passando per braccialetti, quadri, opera raffinate di decoupage, senza dimenticare un’incursione nel mondo della solidarietà. Nella salita di via IV novembre, infatti, a pochi passi da piazza delle Grazie e dalle pie donne che escono dalla novena tanto sentita, c’è la “corte” dove l’Unicef vende le sue celebri pigotte. E per 50 euro, le volontarie, vendono anche il pezzo più prezioso: la pigotta che indossa il costume di Nuoro. Una vera chicca.
Ma la secondo giornata di Mastros, in realtà, oltre all’estro della marea di hobbisti, conquista il folto pubblico di visitatori con il profumo del meglio della cucina nuorese e sarda più in generale.
Dalla prima bancarella di torrone, fino alle viuzze del centro storico, con un picco di bontà culinarie nei rioni di Seuna e di Santu Predu, il centro di Nuoro per tutta la giornata di ieri si trasforma in una mega-cucina all’aperto.
A pochi passi dalle Grazie, alla corte numero 9, Maria Chessa e il suo volenteroso consorte, vendono acquavite aromatizzata alle erbe delle campagne nuoresi, mentre a pochi metri, il giovane staff di Bombolo steak-house, armeggiano attorno a un pentolone che profuma di carne.
Ma è tra i meandri di Santu Predu che le cibarie barbaricine vanno per la maggiore. Ci sono le energiche componenti del gruppo folk Nugoresas che dal giorno prima, nella corte numero 50 che tutti nel rione conoscono come “Casa Rossi”, in via Brusco Onnis, hanno allestito un punto ristoro dove il piatto principe è l’intramontabile pane lentu. Ma nei dintorni, ovviamente, non poteva mancare nemmeno il celebre pane frattau. Il binomio “saperi e sapori”, insomma, alle cortes di Nuoro, non è solo uno slogan abusato ma è concreto, reale e odora anche di buono.
E alla fine, a tarda serata, quando tutti sono sfiniti, e le ultime cortes si accingono a chiudere i battenti, in sottofondo si sente arrivare persino l’inconfondibile melodia di un canto. È la serenata che precede l’antico rituale del matrimonio nuorese. Un rituale che andrà in scena questa mattina, dalle 10, quando i parenti della sposa andranno a prendere lo sposo. E alle 11.30, il corteo si dirigerà verso le Grazie vecchie per la celebrazione del matrimonio.
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