La Nuova Sardegna

Nuoro

Asl, M5S all’attacco del Project financing

di Francesco Cabras
Asl, M5S all’attacco del Project financing

Il consigliere e portavoce Tore Lai ripercorre le tappe della vicenda e accusa la classe politica

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NUORO. «Ennesima dimostrazione del fallimento di una classe politica sarda e non solo, di destra e di sinistra, che a Nuoro sta rumorosamente zitta come nel resto d’Italia». È la dura presa di posizione del Movimento 5 stelle sul caso project financing della Asl di Nuoro. Il consigliere comunale e portavoce, Tore Lai, interviene definendolo uno «scandalo talmente evidente che quasi non meraviglia che sia finito da esempio negativo nelle Linee guida per l'affidamento delle concessioni di lavori pubblici e di servizi, emanate dall’Anac, Autorità nazionale anticorruzione alla cui guida vi è Raffaele Cantone». In una relazione dettagliata, il consigliere ripercorre le tappe della vicenda, divenuta anche giudiziaria dopo il ricorso al Tar presentato dalla Polish House srl (società che si occupava del servizio pulizia degli ospedali) che impugnò il bando di gara e poi il contratto attraverso cui nel 2008 vennero concessi a un’associazione di imprese (con a capo la Cofatech spa) i lavori di ristrutturazione e completamento dei presidi ospedalieri San Francesco e Zonchello di Nuoro, San Camillo di Sorgono e dei presidi sanitari di Macomer e Siniscola.

Inoltre, la fornitura e la manutenzione delle attrezzature e tecnologie sanitarie, la gestione di servizi quali pulizie, ristorazione degenti e dipendenti, raccolta e smaltimento rifiuti, portierato e cup. Soprattutto, Lai fa riferimento alla sentenza emessa nel 2011 dal giudice amministrativo (a cui si richiama anche l’Anac), che, in accoglimento del ricorso della Polish, stabilì che il contratto di concessione era stato stipulato «in frode alla legge». In buona sostanza, il Tar aveva accertato che non era stata osservata la corretta distribuzione dei rischi, con maggiori costi sopportati dall’amministrazione.

«Il mancato trasferimento al concessionario dei rischi legati alla prestazione dei servizi – fa notare il consigliere - riporta la procedura a un appalto pubblico di servizi e non a una concessione di servizi pubblici». La sentenza non ebbe effetti sul project perché, arrivati di fronte al Consiglio di Stato, la Polish rinunciò al ricorso. «L'operazione classificata come illegittima per vari aspetti dal Tar – spiega ancora Lai riportando articoli di stampa che si occuparono della vicenda - torna perfettamente regolare. La Polish House, che aveva protestato contro il project financing denunciando la violazione di una sfilza di leggi, ne entra a far parte, acquisendo il 4 per cento della società che gestisce i servizi».

Lai si rifà poi alla valutazione che sul project fece la Sfirs nella “Relazione di valutazione della sostenibilità economico- finanziaria dell'intervento di finanza di progetto Asl 3 Nuoro”, secondo il resoconto che ne fece nell’agosto 2011 il consigliere regionale Paolo Maninchedda. Confrontando il project financing e un mutuo contratto con la Cassa depositi e prestiti «la Sfirs – afferma Tore Lai - ha evidenziato come i costi aggiuntivi, erano compensati dall'assunzione del rischio imprenditoriale, ma tale rischio non è assolutamente presente nel contratto stipulato, stante quanto certificato dalla sentenza del Tar Sardegna». L’esponente di M5S chiama direttamente in causa la classe politica, parlando di «clientelismo che verrebbe generato da questo project. Una classe partitica-clientelare fa finta di nulla e ci chiediamo come mai rimane in silenzio anche la magistratura. Quello che possiamo affermare con certezza è che ad ogni cambio di colore della Giunta regionale, alla Asl di Nuoro parte la girandola di poltrone. I cittadini intanto sono chiamati a pagare ticket sempre più alti, ad avere liste di attesa sempre più lunghe e servizi sanitari non sempre efficienti».

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