Essenzialità: mobilitazione di lavoratori e sindacati
OTTANA. È partita la mobilitazione dei lavoratori e dei sindacati contro la decisione di Terna, fatta propria da una delibera ufficiale dell’Autorità per l’energia, di revocare il regime di...
OTTANA. È partita la mobilitazione dei lavoratori e dei sindacati contro la decisione di Terna, fatta propria da una delibera ufficiale dell’Autorità per l’energia, di revocare il regime di essenzialità alle centrali elettriche sarde tra le quali anche quella per la centrale termoelettrica di Ottana Energia in vigore dal 2012. Ieri pomeriggio, nella sala quadri dello stabilimento di Ottana, si è tenuta un’assembla dei lavoratori alla quale hanno partecipato anche i rappresentati regionali e territoriali della Filctem-Cgil, delle Femca-Csl e della Uiltec. Nel corso dell’incontro, lavoratori e sindacati hanno sottolineato la drammaticità dell’attuale situazione e hanno evidenziato i rischi che deriverebbero per tutto il sito industriale da una fermata della centrale. «Oltre al grave smacco per il nostro territorio che subirebbe una ulteriore devastazione sociale con la perdita irreversibile di centinaia di posti di lavoro – è stato sottolineato negli interventi – ci sarebbero ripercussioni gravissime anche sull’intero sistema energetico sardo. La centrale di Ottana Energia, infatti, anche grazie alla sua posizione baricentrica, svolge un ruolo importantissimo all’interno del sistema di regolamentazione dell’energia elettrica in Sardegna, garantendone fino a oggi la sicurezza e la tenuta». A questo proposito, in una nota diffusa da sindacati e Confindustria viene ricordato che «nel primo semestre del 2015, per quanto concerne il servizio di regolamentazione secondaria, l’impianto di Ottana ha fornito circa 700 ore in più rispetto al 2014». La centrale elettrica del centro Sardegna non sarebbe essenziale solo per il sistema elettrico sardo, ma anche per la sopravvivenza del sito industriale.
«La fermata dell’impianto – si sottolinea nella nota – equivarrebbe oggi al crollo del sito industriale di Ottana in quanto verrebbe seriamente messo a rischio il progetto di rilancio di Ottana Polimeri sulla filiera del Pet». La centrale è, infatti, connessa con Ottana Polimeri per la fornitura di vapore e utilities necessari per la produzione della plastica per bottiglie ferma da due anni. Una produzione che, con un piano industriale da 50milioni di euro che attende ancora l’ok dei tavoli istituzionali, l’azienda del gruppo Clivati-Indorama vorrebbe rimettere in marcia. La centrale è anche indispensabile per fornire vapore al vicino stabilimento della Corstyrene che produce polistirolo espanso. La perdita dell’essenzialità provocherebbe, nel breve termine, la fermata della centrale. «Le conseguenze economiche, sociali e occupazionali per la Sardegna centrale – è stato sottolineato ieri da lavoratori e sindacati – sarebbero incalcolabili per tutto il territorio». L’elenco delle centrali essenziali in Italia diventerà definitivo il 27 novembre prossimo. Il tempo a disposizione per salvare la centrale di Ottana è ridotto al minimo. (f.s.)
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