La Nuova Sardegna

Nuoro

Attentato in pieno centro a Tonara

di Giovanni Melis
Attentato in pieno centro a Tonara

Tre auto e cinque case danneggiate dall’esplosione di un ordigno ad alto potenziale collocato alla base di un palo

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TONARA. Un boato che risveglia un intero paese, un palo reggicavi della corrente elettrica che si abbatte su un’automobile, un’onda d’urto che travolge altri due veicoli, spezzoni ferrosi che provocano un fuoco di mitraglia su diverse abitazioni. Un danno da guerriglia urbana, generato da un ordigno di alto potenziale che è esploso a Tonara nel cuore della notte scorsa. Un tuono seguito da un alternarsi si allarmi di auto e abitazioni, del vociare della gente che è subito scesa in piazza. Poi il silenzio, irreale, soltanto i lampeggianti di vigili del fuoco e carabinieri a illuminare la scena, lo sconforto degli abitanti della via Dante, ancora atterriti per il grave atto intimidatorio messo a segno da dinamitardi per ora avvolti dal mistero. Un episodio inspiegabile quello avvenuto a Tonara, patria del torrone e dei campanacci, della poesia del grande Peppinu Mereu, lontano anni luce da logiche di violenza e intimidazione. A farne le spese le automobili di due operai e almeno cinque case, che hanno lamentato danni a infissi, porte e finestre. L’ordigno, fortunatamente, ma è solo un caso, non ha provocato feriti: i colpi proiettati dall’esplosione, infatti, non hanno interessato stanze abitate o, al momento della detonazione, affollate da persone. Eppure il placido paese barbaricino si è svegliato con l’angoscia addosso per un fatto che non ha alcuna spiegazione logica. Non un destinatario certo, non un movente, neppure astrattamente ipotizzabile e nemmeno una pista certa da seguire per gli inquirenti che da ieri, in maniera febbrile, hanno avviato le indagini per scoprire i responsabili dell’accaduto. Le certezze rimangono quelle legate all’ordigno, di alto potenziale, composto da una base esplosiva, ancora in corso di accertamento, e caricato con minuteria di ferro, probabilmente viti, bulloni e sfere d’acciaio che sono state proiettate nell’arco di venti metri dal luogo di deflagrazione. Ora gli esperti dell’Arma dei carabinieri stanno lavorando per identificare la tipologia di esplosivo e le modalità di confezionamento. Secondo una prima stima sembrerebbe un lavoro realizzato da esperti. Mentre molti dubbi solleva la collocazione dell’ordigno che, apparentemente non aveva un bersaglio preciso. Ulteriore fattore che spinge i militari a indagare a trecentosessanta gradi. «La vicenda – ha detto il capitano Andrea di Nocera, che conduce le indagini – presenta le sue peculiarità. Non vi sono allo stato piste certe né tematiche preferenziali. Sicuramente ci sarà un lungo lavoro da fare». I vigili del fuoco hanno ispezionato le case danneggiate e verificato eventuali rischi di incendio o contaminazioni, fortunatamente senza esito. Rimane la preoccupazione nel paese, che si interroga sulle ragioni di un gesto così eclatante quanto inutile e pericoloso. Non a caso, tutta la comunità tonarese attende con ansia l’esito delle indagini.

Ancora sotto shock per l’accaduto, gli abitanti del paese non riescono a darsi una spiegazione per un atto grave e che ha destato unanime preoccupazione. L’episodio è stato duramente condannato dagli amministratori comunali. Maggioranza e opposizione consiliare sono stati unanimi nell’esprimere solidarietà ai danneggiati dall’attentato e a respingere ogni logica di violenza. Gli amministratori tonaresi si augurano una soluzione immediata, con la cattura dei responsabili. Uguale la posizione della società civile del centro del torrone, oltre che dei giovani e della Chiesa. Ora toccherà agli uomini del capitano di Nocera, con l’aiuto dei colleghi del reparto scientifico di Nuoro trarre elementi utili al fine di dare volto e nome agli attentatori. Cercando di scoprire anche il movente di questo gesto che ha messo in difficoltà una comunità laboriosa e totalmente disabituata ai gesti violenti. L’indagine è seguita dalla procura di Oristano, con titolari i pm Paolo de Falco e Armando Mammone.

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