La Nuova Sardegna

Nuoro

I vigili urbani di Macomer contrari all’accorpamento

Dovrebbero far parte dell’Unione dei Comuni: «Trattati come pacchi postali» Secondo la polizia locale l’esperienza del passato ha dato pessimi risultati

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MACOMER. Gli agenti della polizia locale del comune di Macomer manifestano disappunto e malcontento per la decisione di accorparli alla polizia locale dell’Unione dei comuni del Marghine, della quale hanno fatto parte dall’inizio del 2011 fino ai primi del 2013. Che non sia stata un’esperienza esaltane lo dicono gli agenti in un comunicato nel quale richiamano «l’esperienza vissuta negli anni 2011-2012 all’Unione Marghine, con pessimi risultati, sia dal punto di vista dell’organizzazione del servizio che per le notevoli perdite salariali che gli agenti di Macomer hanno dovuto subire e che a tutt’oggi subiscono» e il fatto che «l’amministrazione comunale che rappresentano è stata indebitamente defraudata degli introiti economici delle sanzioni amministrative degli anni passati, senza che nessuno abbia avuto niente da ridire sui costi-benefici». I vigili lamentano di sentirsi «trattati come pacchi postali» in quanto non conoscono le modalità del servizio, ma soprattutto lamentano che la partita è stata decisa da altri. « Il tutto – scrivono – é stato concertato e concordato senza il coinvolgimento delle parti in causa». Poi c’è la questione del comandante, nominato dall’allora presidente dell’unione e sindaco di Borore Tore Ghisu. «Una nomina calata dall’alto – scrivono – senza alcun rispetto delle procedure nonostante il comune di Macomer abbia all’interno del corpo agenti di grado superiore e di comprovata esperienza rispetto all’attuale responsabile. A tal proposito e d’obbligo l'invio degli atti alla Procura della Repubblica per eventuali ipotesi di reato e alla Corte dei Conti». Perdurando questo stato di cose i vigili «non riconosceranno nella figura dell’attuale responsabile nominato presso l’Unione Marghine alcuna dipendenza gerarchica fin tanto che non sarà espletata una regolare selezione tra tutti gli appartenenti al servizi». Nel frattempo si limiteranno a prestare servizio «nel comune di appartenenza senza nessuno spostamento di sede». Chiedono infine che qualsiasi atto che modifichi lo status giuridico e l’organizzazione del lavoro sia valutato dai sindacati. Il presidente dell’Unione dei comuni, Antonio Succu, spiega che le ragioni dei vigili sono state sentite nel corso di un incontro tenuto all’inizio del percorso e che il passaggio alla polizia locale non avrà ripercussioni di carattere economico. «Il precedente passaggio – dice –non ha affrontato gli aspetti di carattere organizzativo ed economico. Ora c’è la possibilità di utilizzare i fondi per la gestione dei servizi associa ti abbattendo i costi». Per il comandante spiega che si farà una selezione e la commissione incaricata deciderà chi avrà diritto all’incarico. «L’intento – conclude – è quello di migliorare e potenziare il servizio nell’interesse dell’intero territorio».

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