Il Comune a caccia di soldi vuole rinegoziare i mutui
NUORO. Oggi nuova seduta del Consiglio comunale, dopo quella convocata martedì scorso per riconoscere i debiti fuori bilancio che ammontano a 3 milioni e mezzo di euro. Questa mattina l’assemblea...
NUORO. Oggi nuova seduta del Consiglio comunale, dopo quella convocata martedì scorso per riconoscere i debiti fuori bilancio che ammontano a 3 milioni e mezzo di euro. Questa mattina l’assemblea sarà chiamata a discutere della rinegoziazione di una quota di mutui del Comune con la Cassa depositi e prestiti. L’obiettivo è riuscire a strappare condizioni più favorevoli, recuperando così un po’ di liquidità. Il Comune, infatti, è sull’orlo di una crisi di nervi. Oltre ai 3 milioni di euro di debiti fuori bilancio – originati da alcune sentenze per espropri passate in giudicato – i conti del Comune sono in rosso. «Il buco del Comune di Nuoro è diventato una voragine – spiega il consigliere d’opposizione Pierluigi Saiu – È stato lo stesso assessore al Bilancio Rafaellina Denti qualche mese fa a denunciare una perdita di 23 milioni. Le responsabilità di questa situazione ricadono sia sulla vecchia sia sulla nuova amministrazione che non sa come affrontare il problema».
Per far fronte alla copertura dei 3 milioni di debiti fuori bilancio, intanto, l’amministrazione nuorese ha deciso di mettere in vendita i suoi gioielli di famiglia, dalla vecchia sede della Banca d’Italia di piazza Vittorio Emanuele (887mila euro) all’ex convento delle suore Carmelitane (4 milioni). Ma il Comune, se non vuole che i suoi conti vadano in tilt, deve trovare gli acquirenti entro la fine dell’anno. «Una missione impossibile – ribatte Saiu– Così la situazione finanziaria del Comune si aggrava». Non solo. Il gruppo consiliare del Pd – guidato dall’ex sindaco Alessandro Bianchi– vuole vederci chiaro sulla decisione della giunta guidata da Andrea Soddu di mettere in vendita l’ex convento delle Carmelitane «bene di altissimo pregio, ristrutturato negli anni scorsi e destinato al polo universitario nuorese». In vendita anche i locali utilizzati dal Consorzio per la promozione degli studi universitari dove sono ospitati i laboratori del corso di laurea in Scienze Forestali e il centro studi sulle terre civiche. «È un centro di ricerca d’eccellenza, con i laboratori per la ricerca applicata, di chimica patologica, microbiologi e il laboratorio per il controllo delle acque – si legge nella nota del Pd– L’immobile è la sede del corso di laurea in Scienze Forestali frequentato da centinaia di studenti. Questi spazi sono irrunciabili vista l’importanza scientifica per lo studio e la ricerca e non possono essere alienati». Il gruppo del Pd denuncia infine il grave atteggiamento della maggioranza che pretende di pagare i debiti fuori bilancio con entrate «aleatorie e inattendibili».
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