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Nuoro

Il randagismo costa 200mila euro La giunta ora punta al risparmio

di Pietro Rudellat
Il randagismo costa 200mila euro La giunta ora punta al risparmio

NUORO. «La lotta al randagismo e la custodia dei cani randagi incidono sul bilancio del comune di Nuoro per circa 200 mila euro l'anno». Non lancia un vero e proprio grido d'allarme l'Assessore all'Am...

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NUORO. «La lotta al randagismo e la custodia dei cani randagi incidono sul bilancio del comune di Nuoro per circa 200 mila euro l'anno». Non lancia un vero e proprio grido d'allarme l'Assessore all'Ambiente Giuliano Sanna, ma con le sue dichiarazioni fa notare come il problema del randagismo venga troppo spesso sottovalutato. Ecco perchè l'amministrazione comunale ha inteso attivare un tavolo permanente per la riduzione del fenomeno del randagismo in città e per dare concreta applicazione alle azioni di prevenzione e monitoraggio del fenomeno stesso, in ottemperanza alle norme nazionali e regionali in materia. Negli scorsi giorni l'assessore Sanna ha incontrato i rappresentanti del Servizio veterinario dell'Asl e delle associazioni di volontariato come Enpa, Oipa, Anapana.

«Occorre porre in atto azioni efficaci – sostiene l'assessore – lavorando in sinergia tra tutte le istituzioni preposte alla prevenzione, al controllo, alla gestione delle strutture di ricovero degli animali e in accordo con le associazioni di volontariato che si occupano di tutela degli animali, operanti nel territorio comunale». Il Tavolo Tecnico che si intende attivare avrà tra i vari compiti da svolgere quello di stimolare buone idee ed azioni concrete, che vadano nella direzione di ridurre i costi per il mantenimento dei cani nelle strutture convenzionate con i canili e di tutelare e di elevare il benessere dei cani, anche mediante l’incremento delle adozioni da parte dei cittadini (mediamente sono presenti nel canile convenzionato circa 200 cani).

Al momento circa il 90 per cento dell'importo complessivo destinato alla lotta al randagismo si spende per il canile, ubicato a Macomer e che lavora in regime di proroga. La legge 21 del 1994 che detta le direttive in materia di randagismo obbliga i comuni alla custodia dei cani randagi e questo è un problema troppo spesso sottovalutato e che ha portato ad una situazione di vera e propria emergenza. L’identificazione dei cani vaganti non identificati deve avvenire contestualmente alla cattura o non appena possibile nel canile sanitario di primo ricovero, il quale deve essere localizzato nell’ambito della Asl di appartenenza. La conseguente iscrizione in anagrafe deve avvenire a nome del Comune nel quale è avvenuta la cattura o il prelievo dal territorio.

«Insieme con le associazioni dobbiamo trovare una regolamentazione atta a superare le criticità e le emergenze – conclude Sanna - Una seria e giusta programmazione sulla tematica del randagismo può portare a notevoli risparmi per le casse comunali e in questa ottica dovremo lavorare».

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