Non solo essenzialità Saba: «Il problema è il gap strutturale»
Ottana, non c’è solo la questione energetica da risolvere «Troppe carenze nell’area industriale: difficile competere»
OTTANA. «Per garantire un futuro all’area industriale di Ottana non basta ottenere la proroga di anno in anno del regime di essenzialità. La questione vera è eliminare i problemi strutturali che minano alla radice lo sviluppo del sito in modo da dare alle imprese di questo territorio le stesse possibilità di crescita e di espansione economica che hanno quelle del continente, siano esse manifatturiere, chimiche, energivore o di altro genere». Il sindaco di Ottana, Franco Saba, e l’assessore all’Industria, Valentina Denti, mettono il dito sulla piaga storica dell’industria del centro Sardegna: il gap strutturale che ne strozza da sempre le possibilità di sviluppo. Problemi irrisolti che si riflettono negativamente sui costi di produzione limitando così la competitività dei prodotti sui mercati nazionali e internazionali. Alla vigilia dell’incontro a Roma tra Regione e ministero dello Sviluppo economico, fissato per il 24 novembre prossimo proprio per discutere la revoca dell’essenzialità per le centrali elettriche sarde da parte di Terna e dell’Autority per l’energia, i due amministratori di Ottana chiedono ai rappresentanti istituzionali sardi di mettere sul tavolo del governo i “veri” problemi del mancato sviluppo della Sardegna centrale, senza limitarsi alla sola questione energetica. «Non entro nel merito se sia legittimo o meno concedere l’essenzialità – chiarisce il primo cittadino – Dico soltanto che è doveroso da parte del governo fare qualcosa di concreto per eliminare i deficit strutturali che impediscono lo sviluppo dell’area industriale e che sono noti da sempre». Problemi storici per la cui soluzione sono stati firmati decine di accordi e protocolli d’intesa. Tutti rimasti lettera morta. «Il nodo vero da sciogliere – rimarca con forza Franco Saba – è quello di rendere appetibile la zona industriale di Ottana dotandola di infrastrutture e di servizi che consentano alle aziende di competere sul mercato alla pari con le altre». Tutte cose che il sindaco avrebbe detto di persona al ministro Federica Guida e al sottosegretario Claudio De Vicenti se al tavolo ministeriale fosse stato invitato pure lui. «Ma come al solito – sottolinea il primo cittadino di Ottana – i sindaci vengono tagliati fuori dalle vertenze importanti che riguardano il territorio. Noi serviamo soltanto per riscuotere le tasse e incassare in compenso le lamentele per il disagio in cui vivono i cittadini». Parole forti, che la dicono lunga sul malcontento del sindaco di Ottana per il disinteresse verso un territorio che soffre da anni di un declino inarrestabile. Non solo. Franco Saba azzarda anche una previsione per il prossimo vertice. «Non ho dubbi – dice – che il governo sposterà la discussione sulla mancata riconversione a carbone della centrale elettrica di Ottana, giustificando così la mancata concessione dell’essenzialità».
Il punto vero, insomma, è invertire la rotta che porta dritto alla chiusura del sito. «A costo – concludono Franco Saba e Valentina Denti – di mettere in campo una mobilitazione collettiva per costringere il governo a occuparsi finalmente della Sardegna centrale».
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