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Web e social network Albergatori a lezione di strategie di vendita

Web e social network Albergatori a lezione di strategie di vendita

La Confcommercio organizza un seminario per i suoi soci Dall’abolizione del Parity Rate alle possibilità di internet

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NUORO. Si chiama Parity Rate, ed è la bestia nera degli albergatori che sempre più diffusamente utilizzano Booking.com o le altre piattaforme Ota (On line travel agencies) per mettere sul mercato le loro camere. Uno strumento di promozione straordinario, che però ha una serie di condizioni capestro, a cominciare dal fatto che agli albergatori viene imposto (appunto con il Parity Rate) di non poter “vendere” una stanza a un prezzo inferiore a quello praticato sui siti specializzati, tra i quali spicca ovviamente Booking.com. In sostanza, viene negata all’albergatore (ma anche al cliente) la possibilità di stabilire un prezzo inferiore e dunque poter risparmiare sulla percentuale che le agenzie on line trattengono per sé: dal 15 al 25 per cento.

Federalberghi si batte da tempo contro quella che ritiene un’ingiustizia, non tanto in termini di camere vendute, quanto di guadagni che vengono a mancare ai loro associati. Un primo risultato significativo è stato ottenuto nell’ottobre scorso, quando la Camera ha approvato all’interno del disegno di legge sulla concorrenza una norma che abolisce il Parity Rate. La parola passa ora al Senato.

Gian Luca Deriu, direttore della Confcommercio Nuoro-Ogliastra, e segretario generale della Federalberghi per la Sardegna, è molto soddisfatto della battaglia, ormai vinta, che la sua associazione ha portato avanti. Al punto che all’argomento ha dedicato un seminario, rivolto agli albergatori, che si svolgerà il primo dicembre prossimo a Nuoro. “Addio Parity Rate: come lavorare con la disintermediazione e le strategie multicanale nelle strutture ricettive” è il titolo, forse un po’ troppo tecnico, del corso che vedrà la partecipazione di un esperto in materia, Giacomo Del Chiappa, docente di economia del turismo all’università di Sassari-Olbia.

L’obiettivo, riconoscendo i meriti innegabili di Booking.com e vari siti sulla forte spinta data al turismo, è portare gli operatori di casa nostra ad agire in proprio attraverso gli strumenti offerti da Internet: dal social network più diffuso, cioè Facebook, ai siti web veri e propri in cui ciascuna struttura può promuovere se stessa e mettere sul mercato ciò che ha da offrire. «Ciò che non si dice infatti – sostiene Deriu – è che al forte aumento delle presenze nel comparto ricettivo dell’isola non corrisponde un aumento del fatturato. Abbiamo vinto non solo sul piano di destinazione, ma anche su quelle delle tariffe, che sono indubbiamente più basse di prima. Io sono del parere che la Sardegna rappresenti sempre un valore aggiunto, e che su questo si debba puntare per il futuro attraverso strategie di sviluppo. Poi c’è il discorso delle seconde case – prosegue Deriu – del cosiddetto turismo invisibile, che incide, secondo le ultime stime, per almeno il 65 per cento sul totale delle presenze. Anche questo genera indotto, ma è evidente che puntiamo a un mercato delle vacanze alla luce del sole e in regola con le norme fiscali, che al momento vedono solo gli albergatori in prima fila». (p.me.)

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