Bagno di fede per la Madonna delle Grazie
Chiesa affollata per rinnovare la devozione alla vera patrona della città. Il vescovo: «Non lasciamoci rubare la speranza»
NUORO. La città ha rinnovato ieri la propria devozione alla Madonna delle Grazie, da molti considerata la vera patrona di Nuoro. Un appuntamento religioso profondamente sentito dai fedeli, arrivati da ogni parte della diocesi per partecipare alla celebrazione religiosa che per i nuoresi significa “ringraziamento”. La festa di Nostra Signora delle Grazie è infatti anche l’occasione per rinnovare quel voto che la città fece all’inizio del 1800, quando un’epidemia di colera rischiava di decimare la popolazione. La grazia di salvezza fu concessa. E i nuoresi ringraziarono la Vergine donandole dodici ceri votivi. Un rito che si ripete immutato da due secoli. I dodici ceri che rappresentano i dodici apostoli sono nel tempo diventati diciannove, tanti quanti sono i rioni della città. Così anche ieri, l’intera comunità nuorese, con a capo i suoi amministratori, ha rinnovato il rito dell’offerta dei ceri votivi alla Madonna delle Grazie.
Poco prima della celebrazione della messa, il sindaco Andrea Soddu e gli assessori si sono ritrovati in Comune e da lì, insieme al corteo dei fedeli in costume con i ceri votivi in mano, hanno raggiunto la processione religiosa presieduta dal vescovo Mosè Marcia, proveniente dalla cattedrale. Dal Corso Garibaldi, il lungo corteo ha concluso il suo percorso nella chiesa delle Grazie, dove alle 11 il vescovo ha celebrato la messa, concelebrata da tutti i parroci della città. I fedeli hanno affollato la chiesa, a testimoniare la grande devozione mariana. Tra i banchi, le autorità civili e militari, reduci da un’altra celebrazione religiosa, la Virgo Fidelis, patrona dell’Arma dei carabinieri. Ad animare la liturgia i suggestivi canti a cura dalla Schola “Nicolao Praglia”. «Non lasciamoci rubare la speranza, cerchiamo di non cadere nella lettura negativa di ciò che accade intorno a noi – ha detto il vescovo nell’omelia, facendo solo un rapidissimo cenno ai terribili fatti accaduti in Francia – Dobbiamo essere realisti senza perdere l’allegria». Poi, il momento culminante: il dono dei ceri votivi alla Madonna. Accesi dalla fiammella del cero tenuto in mano dal sindaco, e sistemati uno vicino all’altro davanti al simulacro della Vergine, da poco restituito alla comunità restaurato, come ha ricordato lo stesso parroco delle Grazie, padre Giuseppe Magliani. Che dall’altare ha lanciato un appello: «Auguro che la città possa presto avere restaurato anche l’antico santuario delle Grazie». Il sentimento di fede e devozione che lega la città alla Madonna delle Grazie è stato rimarcato anche dal primo cittadino. «È la festa dei nuoresi e dell’intera Barbagia – ha detto – . Alla Madonna chiediamo con speranza e fiducia che la nostra comunità possa proseguire il suo cammino secondo valori di coesione e solidarietà». (t.s.)
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