La Nuova Sardegna

Nuoro

Caccia al cinghiale, polemica a Dorgali

di Nino Muggianu

L’autogestita contro l’apertura del giovedì e gli oneri per lo smaltimento degli scarti di macellazione

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DORGALI. Apre la caccia al cinghiale ed è subito polemica tra i cacciatori che non sono d’accordo sull’apertura del giovedì e sugli oneri per lo smaltimento degli scarti di macellazione del cinghiale. Con una nota a firma del presidente, l’avvocato Giorgio Mundula, i cacciatori di Dorgali soci dell'autogestita “Sa Pramma e Orrule” criticano apertamente la recente decisione adottata dal Comitato regionale faunistico di apertura della caccia al cinghiale nella giornata del giovedì, «in quanto favorente all’abbattimento incontrollato del selvatico da parte di singoli cacciatori, magari provenienti da altre zone della Sardegna, difficilmente assoggettabili ai controlli sanitari per l’eradicazione della peste suina» si legge nella nota.

Peraltro gli stessi cacciatori dorgalesi contestano fermamente la normativa regionale sull'eradicazione della peste suina «che dovrebbe entrare in vigore dal primo dicembre 2015, laddove prevede raccolta e smaltimento degli scarti di macellazione del cinghiale a carico dei cacciatori. Sul punto – sottolinea l’avvocato Mundula – è forse il caso di ricordare agli assessorati regionali competenti che nella battaglia contro la Psa in capo ai cacciatori, che con il loro insostituibile e gratuito operato contribuiscono al monitoraggio della malattia mediante la raccolta dei referti ematici ed istologici dei capi abbattuti, non devono ricadere anche i costi della campagna contro la Peste suina africana di esclusive competenza della Regione Sardegna» . Infatti, secondo i cacciatori di Dorgali, non potendo la Regione delegare ai privati compiti e competenze inerenti questioni di salute pubblica, si deve assumere tutti gli oneri di raccolta e smaltimento del materiale potenzialmente infetto tramite il Servizio veterinario delle Asl così come avviene per cinghiali e maiali infetti e per gli ovini colpiti dal morbo della lingua blu.

«Alla luce di tali rilievi – conclude il comunicato dell’avvocato Giorgio Mundula – si auspica quindi che i competenti Assessorati Regionali vogliano modificare le norme in questione eliminando l’apertura della caccia al cinghiale del giovedì e disponendo un servizio pubblico di raccolta e smaltimento degli scarti di macellazione dei cinghiali».

«In mancanza – conclude la nota – i cacciatori dorgalesi, che hanno comunque deciso di non andare a caccia di cinghiale il giovedì, dal prossimo dicembre conferiranno pelli ed interiora dei capi abbattuti presso la sede Asl del servizio veterinario di Dorgali come già avviene per le carcasse dei selvatici infetti».

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