La Nuova Sardegna

Nuoro

La Fondazione Its rischia di morire per le scelte regionali

In arrivo doppioni a Cagliari e Sassari: i fondi si ridurranno Per il Marghine e il Nuorese sarebbe l’ennesimo scippo

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MACOMER. È nato nel 2011 come Istituto superiore per l’efficienza energetica e la costruzione degli impianti ad alta efficienza energetica ed è cresciuto diversificando l’offerta formativa per evitare l’inflazione di figure professionali. La Fondazione Its di Macomer rischia ora di morire per la scelta della Regione di creare doppioni a Cagliari e a Sassari e di ridurre i finanziamenti a quello già cresciuto e operante nel centro Sardegna. Per Macomer e per il Nuorese sarebbe l’ennesimo scippo. Il segretario provinciale della Cisl di Nuoro, Michele Fele, lancia l’allarme e parla di «declassamento del centro Sardegna da parte del governo Regionale sempre più orientato verso una politica bipolare Cagliari centrica con il contraltare Sassarese che rivendica pari dignità rispetto ai cugini del sud Sardegna». L’Its, che ossi si chiama Fondazione Istituto tecnico superiore Sardegna, in quattro ha formato numerosi allievi diversi dei quali hanno trovato collocazione occupazionale. Ha concluso due corsi legati all’efficienza energetica, ma con figure professionali diverse. Ne ha in corso altri quattro: risparmio energetico nell’edilizia sostenibile, responsabile produzioni agroalimentari e agroindustriali, risparmio energetico e riqualificazione patrimonio edilizio e valorizzazione e marketing prodotti enogastromici. Il 6 febbraio la Giunta regionale ha deciso di istituire un corso di Its per la mobilità sostenibile a Cagliari e uno per la filiera agroalimentare della Sardegna a Sassari, oltre a un altro sulle nuove tecnologie per il made in Italy a Macomer.

Per i primi due ha destinato rispettivamente 493.030,12 e 347.853,78 euro e 78.048,33 euro a Macomer, che ha ben quattro corsi attivi. «È singolare – dice Michele Fele – che la Fondazione Its Sardegna di Macomer, dopo anni di risultati positivi, venga fortemente penalizzata al punto del quasi totale annullamento per favorire altre realtà che ancora non hanno mosso i primi passi. Un tentativo questo, dell’assessore alla Pubblica Istruzione Firino, che finirà per vanificare gli effetti di un percorso tecnico formativo già in essere e con risultati importanti dirottando risorse su esperienze che devono ancora nascere. Se dovesse accadere, si aggiungerebbe un altro tassello al processo di retrocessione territoriale già in atto». Fele conclude richiamando l’attenzione sul degrado della Sardegna centrale e chiede che la Regione se ne faccia carico rivedendo le scelte sbagliate e non solo a parole che non cambiano le cose. (t.g.t.)

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