La Nuova Sardegna

Nuoro

Ad Atzara trionfa il dio Bacco

di Giovanni Melis
Ad Atzara trionfa il dio Bacco

Numeri record per la kermesse improntata quest’anno sulla cultura del vino

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ATZARA. «Si è trattato del primo vero autunno in Barbagia, perché fino ad ieri era ancora una primavera fuori stagione. Con una cornice di fresco frizzante, i colori dell’autunno e questo mare di gente, non possiamo che dirci soddisfatti di come sono andate le cose». Parole e gioia del rivoluzionario Alessandro Corona, sindaco di Atzara, in mezzo alla via principale affollata di visitatori. Un successo per il paese del vino dove ieri si è registrato il pienone. Alcuni numeri danno un’idea delle presenze: nei punti informazione sono state distribuite oltre seimila cartine del centro storico. Mille i litri di vino offerti in degustazione, oltre la botte da cinquecento litri di novello. Locali pieni, così come i punti di ristoro, almeno duemila le visite al museo di arte contemporanea. Consensi unanimi per una manifestazione che ha portato il meglio del paese, sia in fatto di cultura popolare e materiale che di idee per il futuro. Un centro storico totalmente animato, angoli ben allestiti e ordine nelle varie zone della festa. Graditissimo il vino locale; i produttori hanno esposto il meglio del loro repertorio che è stato particolarmente gradito. In prima fila poi anche altri prodotti locali, come il tipico pane, i dolci tra cui il mai troppo celebrato pane e saba. Di grande interesse l’angolo della lavorazione della lana, con le tinture artigianali ottenute con le erbe del paese. «La rassegna – spiega ancora il sindaco – è stata improntata sulla cultura del vino. E questo è stato apprezzato dai turisti. Lo dimostrano gli affollamenti agli stand, alle degustazioni e dimostrazioni, ma soprattutto il grande afflusso al convegno sull’archeologia del vino. Gli esperti hanno ricostruito la presenza del vino nella nostra isola dal tempo dei nuraghi, smentendo quindi le tesi che fossero stati i fenici ad importarlo con le loro migrazioni. Momenti di cultura che ci fanno apprezzare ancora di più la nostra vocazione vitivinicola». Altri momenti topici la dimostrazione sia della torchiatura che della svinatura del primo mosto; la folla ha seguito e immortalato ogni passaggio di un rito millenario nel quale risiedono i segreti del vino atzarese. Un successo che dimostra quanta sia l’attenzione nei confronti del vino del Mandrolisai. Gli spettacoli folk, i canti del coro polifonico e gli altri eventi hanno dato degna chiusura ad una sagra da record che il sindaco ritiene «un momento felice che deve ripertersi altri giorni l’anno. Per ora siamo lieti di questo successo». Oggi Comune e Pro loco renderanno note alcune cifre sulla manifestazione, che ha coinvolto tutto il paese.

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