Un solo mandato dell’aula: votare contro
Venerdì seduta plenaria al teatro Eliseo con tutti i sindaci del Nuorese, della Gallura e del Sassarese
NUORO. I consiglieri comunali di Nuoro hanno dato un preciso mandato ai rappresentanti del territorio in Consiglio regionale: votare contro la riforma. E venerdì prossimo alla loro voce si unirà quella di tutti gli altri amministratori del territorio, che parteciperanno a una seduta plenaria sull’argomento, in programma al teatro Eliseo a alla quale sono invitati tutti i rappresentanti del mondo del lavoro, pubblica amministrazione, operatori del sociale. L’ex sindaco Sandro Bianchi (Pd) l’ha definita una «pessima legge che scrive la desertificazione del territorio». Per Pierluigi Saiu (Uniti per Nuoro) la riforma non nasce dopo il referendum che ha abrogato le province ma solo «dalla volontà del Governo nazionale e umilia la nostra autonomia». «Una riforma dalle gravi conseguenze dal punto di vista sociale ed economico», per la rappresentante de La Base Giovanna Zedde, mentre Peppe Montesu (Nuova Nuoro) “ammonisce” direttamente Roberto Deriu: «Chi vota a favore di questa legge tradisce il mandato del territorio e se ne assume le responsabilità». Non meno duro il consigliere del Psd’az, Adriano Catte che, rispondendo a Deriu, ha detto che «è vero che Nuoro può giocare la sua partita, ma sapendo già di perderla perché privato di ogni arma».
«La battaglia deve arrivare da Nuoro – ha detto invece Leonardo Moro (Pd) – è un’occasione da non perdere». Il consigliere Basilio Brodu (Cambiamento) ha descritto la riforma come «la cacciata del Nuorese dal sistema istituzionale, che fa venir meno il diritto allo sviluppo». Per Nicola Selloni (Cd) l’attuale dibattito «ricorda quello che portò alla costituzione delle 8 province», con le conseguenze attuali, mentre Paolo Manca (La città in Comune) ha sottolineato che si tratta di «una battaglia in cui arriviamo ultimi, ma non per questo meno forti». Critico per l’assenza di Pigliaru ed Erriu, il consigliere di Atene Sarda, Graziano Siotto, mentre Tore Lai (M5S) ha parlato di «fallimento di un’intera classe politica». Salvatore Sulas (Pd) ha sottolineato i vantaggi derivanti dal riconoscimento del Polo culturale, «ma – ha aggiunto – questo non basta». Pareri sfavorevoli sono stati espressi anche dal presidente di Confindustria, Roberto Bornioli, invitando i consiglieri regionali nuoresi al voto contrario, e Michele Fele, segretario della Cisl, secondo cui bisogna la Regione deve fare uno sforzo per raggiungere l’unità d’intenti. (f.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
