Bagni rotti, topi e al freddo: scoppia la protesta
Le rappresentanze sindacali dichiarano lo stato di agitazione di tutto il personale
NUORO. Bagni off limits, archivi infestati dai topi, impianti elettrici che saltano in continuazione e che lasciano alcune aule, compresa destinata alla corte d’assise, in una poco adatta penombra. E infine, come se non bastasse, l’acqua che è mancata per diversi giorni e adesso arriva anche lo spetto di un inverno trascorso senza riscaldamento. Ce n’è abbastanza, insomma, secondo le rappresentanze sindacali unitarie dei lavoratori del Palazzo di giustizia per prendere carta e penna, scrivere, tra gli altri, anche al ministro della Giustizia e al prefetto, e dichiarare lo stato di agitazione del personale. «Riteniamo – spiegano i diversi rappresentanti sindacali – che la situazione stia per raggiungere un grado di emergenza tale da poter richiedere l’intervento della Protezione civile come supporto».
Nel corso di alcune assemblee, i dipendenti del Palazzo, del resto, avevano sfogato la loro disperazione legata, come spiegano i sindacati, «alle precarie condizioni di sicurezza nelle quali versa il Palazzo di giustizia».
La goccia – stavolta è proprio il caso di dirlo – che ha fatto traboccare il vaso, è stata «la ripetuta interruzione dell’erogazione dell’acqua che ha reso inagibili i servizi igienici». A questo, come raccontano le rappresentanze sindacali unitarie, si aggiunge una lista foltissima di disagi e problemi. «I servizi igienici sono in gran parte inagibili per problemi vari all’impianto – dicono – gli archivi, alcuni pericolosamente infestati dai topi, privi di scale a norma, malfunzionamento degli impianti elettrici, illuminazione carente, se non addirittura assente in numerosi ambienti, neon e plafoniere poco stabili e talvolta cadenti, impianto di riscaldamento e condizionamento sottodimensionato, privo di manutenzione ordinaria e in diverse stanze non funzionante». Ma non basta. Tra le altre carenze segnalate dai sindacati dei lavoratori, infatti,ci sono anche «la presenza di fili di alimentazione e rete per computer sul pavimento in tutte le stanze, apparecchiature informatiche obsolete, con monitor non adeguati, e ore di assistenza informatica insufficienti a coprire le esigenze dei numerosi uffici, programma di gestione presenze lacunoso e inaffidabile, perciò da sostituire, arredi fatiscenti e fuori norma, in particolare sedie e scrivanie, ascensori spesso fuoriservizio, maniglie di porte e finestre rotte, pulizie insufficienti dei locali».
Le rappresentanze sindacali unitarie, dunque, dopo aver segnalato una ad una le carenze, spiegano anche che sinora i dipendenti del Palazzo si sono sacrificati tenendo duro, ma aggiungono anche che da ora in poi, e finché la situazione non dovesse migliorare, organizzeranno assemblee, sit-in e varie forme di protesta. (v.g.)
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