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Folla di turisti alla scoperta del vecchio mulino del paese

OLZAI. Cortes Apertas 2015: un paese in festa con migliaia di turisti che hanno visitato il paese di Carmelo Floris e dell’antico mulino idraulico nel rio Bìsine La pioggia autunnale ha condizionato...

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OLZAI. Cortes Apertas 2015: un paese in festa con migliaia di turisti che hanno visitato il paese di Carmelo Floris e dell’antico mulino idraulico nel rio Bìsine La pioggia autunnale ha condizionato la prima giornata dea manifestazione. Ma, domenica, è ritornato il sole per accogliere i turisti provenienti da tutta la Sardegna. Contornato da un’esplosione di colori autunnali il paese ha accolto i forestieri, ma anche tanti emigrati ritornati nel loro paese di origine per questa edizione di Cortes Apertas. Il mulino idraulico nel rio Bìsine, è stato visitato da circa duemila persone.

Tutto esaurito nei numerosi punti di ristoro, e ottimi affari per i baristi, commercianti e produttori dell'agro alimentare. Affollati anche gli appuntamenti letterari organizzati nella nuova sala della Casa Mesina. Molto apprezzate le degustazioni del pane d’orzo nella cucina dell’abitazione di Carmelo Floris e, nella corte “Sa domo de tziu Luisu Mele” in via Taloro, le lavorazioni tradizionali del formaggio e della distillazione delle vinacce organizzate da Cianeddu Curreli e Antonio Maria Loddo. Molto apprezzata l'esibizione musicale dei “Falò” e di Francesco Pilu, leader dei “Cordas & Cannas”. Il “ballu tundu” nella piazza Su Nodu Mannu di domenica pomeriggio, resterà probabilmente l’immagine simbolo di questa festosa edizione di Cortes Apertas. È stata grande, pertanto, la soddisfazione manifestata dal sindaco Ester Satta, ma anche dagli assessori della Giunta comunale Claudia Meloni e Luciana Siotto. «Non posso che esprimere grande soddisfazione per la riuscita di una manifestazione molto attesa dalla nostra comunità, dove c’è tutto il lavoro, la fatica e il saper fare della nostra gente – ha affermato il sindaco Ester Satta – Sono convinta che il fatto più importante sia la possibilità di incontro tra gli olzaesi con i forestieri, in un clima e un’atmosfera di gioia e positività dai quali prendere energia e restituire ad Olzai la forza che la comunità ha espresso in un passato ormai lontano e che vuole riproporre». (g.m.s.)

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