Palazzetto dello sport, il monumento allo spreco
Dell’opera faraonica voluta dalla giunta Zidda restano solo i piloni di cemento La nuova commissione d’inchiesta indagherà sullo spreco di denaro pubblico
NUORO. Tra i debiti fuori bilancio che finiranno sotto la lente di ingrandimento della commissione di indagine conoscitiva istituita dal Consiglio comunale c’è anche quello ereditato dalprogetto di una delle opere pubbliche più spettacolari della città, il palazzetto dello sport di Tanca e’ Sena, mai realizzato. Di quell’opera restano solo i piloni di cemento armato conficcati nel terreno, un guscio vuoto testimonianza dell’ennesima struttura pubblica incompiuta e dello spreco di denaro.
Il palazzetto dello sport doveva essere il fiore all’occhiello della giunta guidata da Mario Zidda, al governo della città dal 2000 al 2010. Un palazzetto per i giovani con piscina, centri sportivi e strutture ricreative. Un sogno che è rimasto tale. I lavori se li era aggiudicati un’associazione di imprese che però era stata costretta a interrompere i lavori a causa di errori nella progettazione della struttura. A quel punto è nato un contenzioso tra l’amministrazione e l’associazione di imprese che si è concluso con la condanna del Comune al pagamento di 2 milioni e 700 mila euro. Che, grazie a una transazione, sono scesi a un milione e mezzo di euro. «Stiamo parlando di cifre importanti – dice Giuseppe Montesu, il consigliere che ha proposto l’istituzione della commissione di indagine approvata all’unanimità dal Consiglio– È ora che si faccia luce su tanti aspetti poco chiari. I debiti fuori bilancio sono un macigno che pesa sulle spalle di questa città. Quella del palazzetto è forse la storia più emblematica, un’opera pubblica incompiuta che ha causato danni alla città per milioni e milioni di euro. Bisogna capire di chi è la colpa. I cittadini ne hanno diritto perché tanto, alla fine, sono sempre loro quelli che pagano». Compito della commissione (che dovrà concludere i lavori entro il 30 novembre 2016) sarà individuare le responsabilità politiche e amministrative di un disastro che mette in serio pericolo le casse del Comune. «Alla fine della sua attività la commissione dovrà segnalare tutte le responsabilità penali e contabili alle magistrature competenti – spiega Montesu – Solo così si potrà fare pulizia: i responsabili devono pagare i danni che hanno fatto a questa città». Oltre a quello del palazzetto dello sport la commissione indagherà anche su altri debiti fuori bilancio.
«Quello più pesante riguarda l’espropriazione dei terreni di via don Bosco – conclude Montesu– I proprietari hanno trascinato il Comune in giudizio e hanno vinto ottentendo un risarcimento di oltre 3 milioni di euro. Di chi è la colpa di questo disastro?». (g.z.)
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