Le zone interne rischiano di diventare una polveriera
Angelo Rojch, ex presidente della Regione, boccia la riforma degli enti locali «Un progetto che accentua gli squilibri a danno delle zone svantaggiate»
NUORO. «Il confronto, anzi lo scontro in atto tra i sindaci e il presidente Pigliaru forse non ha precedenti nella storia dell'autonomia». Angelo Rojch, alla guida della Regione dal 1982 all’84, ex deputato dc, appoggia la rivolta dei sindaci del Nuorese, del Sassarese e della Gallura contro la riforma degli enti locali che il 9 dicembre approderà in Consiglio regionale.
«La mia esperienza politica, alla Regione e al Parlamento, mi porta a comprendere la linea del presidente Pigliaru sulla scelta dell'area metropolitana di Cagliari – spiega Rojch – Una linea che è figlia della Unione Europea, che impone le concentrazioni degli apparati industriali, dei sistemi bancari, e punta a ridimensionare la sovranità degli stati nazionali, delle autonomie regionali e quindi delle autonomie locali». Per l’ex presidente «nasce in questo contesto lo schema di legge che disciplina le città metropolitane. Mentre in Europa sono previste 7 città metropolitane, ciascuna con un bacino di milioni di abitanti, la cui istituzione non crea squilibri sociali o territoriali, in Sardegna l'impatto è fortemente negativo, in quanto accentua gli squilibri territoriali. Una condizione che l'Europa ha il dovere di correggere». Per questo Angelo Rojch ricorda al presidente Francesco Pigliaru e all’assessore agli Enti locali Cristiano Erriu che « il processo di riforma delle istituzioni non è prerogativa della maggioranza di turno». E bisogna dare una risposta alle preoccupazioni dei sindaci. «Nel convegno all’Eliseo di venerdì scorso, tutti, dai sindaci delle città più importanti a quelli dei comuni più piccoli –Oliena, Bitti, Ollolai, Dorgali, Sarule, Modolo– hanno espresso i lori timori su una riforma che, con l’istituzione di un’unica città metropolitana, inevitabilmente accentuerà gli squilibri a danno delle zone svantaggiate. Le zone interne, infatti,in assenza di una strategia di sviluppo, di una nuova solidarietà dello Stato e dell'Unione europea, si avvieranno a una desertificazione economica e antropologica, creando una polveriera al centro dell'isola, nell'area del malessere agropastorale». Per questo, ripete ancora Rojch, «Pigliaru ha il dovere di dare una risposta politica agli interrogativi dei sindaci». L’ex presidente si augura che l’incontro di domani ad Abbasanta «diventi decisivo ma anche strategico». «Mi auguro che domani i sindaci sostengano con forza le indicazioni più significative emerse nell'assemblea, vale a dire il ritiro del disegno di legge e l’apertura di un confronto per la rielaborazione del testo. Questa è l’unica soluzione possibile. Mi auguro che la Giunta Pigliaru apra il testo di legge alle modifiche e si assuma l'impegno di proporre una nuova strategia di sviluppo per le zone svantaggiate.Una nuova politica per le aree interne con Nuoro epicentro – prosegue– suonerebbe come la conclusione di un ciclo storico. Quest'area, perchè il declino non diventi irreversibile, ha necessità di strumenti di sviluppo capaci non solo di far crescere l'imprenditoria locale ma di attrarre anche investimenti internazionali. È necessario anche creare alcuni punti franchi per aree omogenee, come Macomer-Suni, Ottana-Sorgono, Pratosardo, Sologo-Bitti». Angelo Rojch conclude il suo intervento con un invito a Pigliaru:«È ora che il presidente della Regione innalzi la bandiera dell'autonomia speciale, senza paure, senza sudditanze, ma con l'orgoglio di rappresentare il popolo di una nazione sia pure senza Stato». (g.z.)
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