Nuoro, venticinque tonnellate di solidarietà
Il successo della giornata dedicata alla Colletta alimentare. Solo una leggera flessione delle donazioni, figlia della crisi
NUORO. Il record dello scorso anno non è stato superato, ma i nuoresi hanno dimostrato ancora una volta un grande senso di solidarietà verso i concittadini più bisognosi. L’edizione 2015 della “Colletta alimentare”, che si è tenuta sabato 28 novembre, in 40 supermercati di Nuoro e provincia (più Lanusei e Budoni), si è infatti conclusa con 25 tonnellate e mezzo di prodotti raccolti.
Due tonnellate in meno rispetto al 2014, ma comunque un ottimo risultato che consentirà agli organizzatori del Banco alimentare, attraverso le associazioni di volontariato sparse nel territorio, di assistere un considerevole numero di indigenti, stimato in circa 4mila persone in occasione della Colletta. La flessione delle donazioni non meraviglia il presidente del Banco nuorese di solidarietà, Giancarlo Cocco.
«Dobbiamo considerare – afferma – che la crisi non si è certo fermata e che famiglie che lo scorso anno hanno potuto donare dei prodotti, si sono trovate a loro volta in ristrettezze economiche». A dimostrazione di quanto sostiene il presidente, c’è il costante aumento delle persone che si rivolgono alle strutture Caritas o altri enti della provincia per chiedere aiuto. I 17 gruppi che quest’anno erano iscritti per ottenere i proventi della Colletta alimentare assistono regolarmente oltre 1650 persone.
A cui si sommano quanti si recano nelle mense dei poveri, gli ospiti delle comunità di recupero di tossicodipendenti e di altre che si occupano di anziani e disabili. Sempre più numerosi sono i cosiddetti “nuovi poveri”, coloro che solo fino a qualche anno fa conducevano una vita senza particolari affanni e che all’improvviso non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena.
Tra questi, i padri separati, molto spesso persone con una buona posizione lavorativa, ma che tra perdita dell’abitazione (di norma assegnata alla consorte) e alimenti da pagare, a metà del mese rimangono senza nulla in tasca. In crescita anche situazioni di disagio che riguardano ragazze-madri e lavoratori nel campo dell’edilizia, settore la cui stenta a vedersi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
